A Fabriano, il Rotary ha discusso del male del secolo: la corruzione

Un convegno al museo della Carta e della Filigrana con l'obiettivo di «divulgare la conoscenza degli effetti tossici del malaffare nella vita socio-economica», spiega Franco Roberti, Magistrato e Procuratore antimafia

Un momento dell'incontro promosso dal Rotary

FABRIANO – Il male secolare della corruzione, costi economici e sociali, questi i temi al centro della discussione di un convegno organizzato dal Rotary Distretto 2090 di Fabriano e l’associazione Siate di Ispirazione svoltosi nei giorni scorsi al museo della Carta e della Filigrana.

Hanno partecipato all’appuntamento, coordinato da Antonio Pieretti, responsabile distrettuale Cultura ed Etica rotariana, Patrizia Cardone, Governatore Distretto 2080, Emma Galli, docente di Scienza delle Finanze presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Franco Roberti, già Procuratore Nazionale Antimafia, Alberto Vannucci, docente presso l’Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di Scienze Politiche.

«Noi rotariani – sono parole di Leandro Tiranti presidente Rotary Club Fabriano – abbiamo l’importante compito di iniettare, soprattutto nei giovani, il germe della legalità, etica, e correttezza, per salvaguardare il loro futuro, con un occhio al presente ed uno al passato. Da anni abbiamo avviato un progetto inter-distrettuale, “Legalità e cultura dell’Etica”, che si ripropone di favorire la partecipazione delle nuove generazioni ad un bando a livello nazionale, finalizzato a coinvolgere e sensibilizzare gli studenti su un tema che le istituzioni sottacciano o minimizzano, ma che per noi è di fondamentale importanza perché persone per bene si nasce; corrotti e corruttori si diventa».

Proprio nel contesto generale di tale programma sviluppato dal Rotary Club Fabriano e condiviso dal Distretto rotariano formato da quattro regioni Marche, Umbria, Abruzzo e Molise, nel corso degli interventi, in particolare di Emma Galli e Franco Roberti, magistrato di grande esperienza e Procuratore antimafia, tematiche quali l’importanza di contrastare la corruzione per favorire la legalità «per divulgare la conoscenza degli effetti tossici del malaffare nella vita economica e sociale di ciascun cittadino della Repubblica. Già i “principi della legalità, senso di responsabilità e rispetto delle regole».

In pratica, si è voluta stimolare «una riflessione su questi mali che colpiscono in modo trasversale tutta la società. Dove c’è corruzione c’è malaffare, degrado morale, criminalità e spetta a noi rotariani, che dell’etica e della legalità ci facciamo vanto, usare tutti i canali possibili per educare e formare, per far capire che corrotto e corruttore sono la stessa faccia di una sporca medaglia e questo possiamo farlo solo vaccinando la futura classe dirigente, i futuri manager, i futuri leader con il siero della legalità e della correttezza.

Il programma rotariano, l’impegno ad eradicare il cancro della corruzione, che divide i rapporti sociali e mina le fondamenta economiche del territorio, è una fulgida manifestazione dell’impegno dei cosiddetti corpi intermedi, di cui il Club Rotary costituisce un tipico esempio, che della rappresentanza sono uno dei motori, ma anche la linfa vitale, perché fanno in modo che la rappresentanza non sia formale, ma abbia radici e legami reali con i territori e con chi li abita e li vive».

Il Rotary Club Fabriano, ha dunque preso concretamente un ponderato e responsabile impegno in favore della legalità, che considera «l’unica via per lo sviluppo culturale ed economico della società» e anche per questo ha già in programma altre iniziative rilevanti da offrire alla città e da diffondere sull’intero territorio del distretto e nazionale.