Fabriano: a Roma si litiga, come nelle Marche: duello M5S-Lega

Sul Fondo Salva Imprese prosegue il botta e risposta fra Paolo Arrigoni e Patrizia Terzoni, sul rischio ritardi nei pagamenti alle ditte creditrici di Astaldi (progetto Quadrilatero) a causa della crisi di Governo

Paolo Arrigoni
Paolo Arrigoni

FABRIANO – Non si placa la polemica Lega-5Stelle sulla crisi di Governo, e nemmeno quella sulle ricadute in ambito fabrianese. All’esponente del Movimento 5 Stelle, Patrizia Terzoni, sul rischio ritardi nei pagamenti alle ditte creditrici di Astaldi, contraente generale del progetto Quadrilatero, arriva la secca replica del responsabile della Lega Marche, Paolo Arrigoni:«L’accusa alla Lega di aver ritardato l’approvazione del Fondo Salva Imprese è una clamorosa falsità».

«La versione originaria della norma, arrivata dal Ministero delle Infrastrutture guidato da Toninelli, caricava i costi e l’alimentazione finanziaria del fondo sulle imprese vincitrici degli appalti pubblici, dimostrando ancora una volta che i 5 Stelle non hanno minimamente la cultura dell’impresa. La Lega ha però preteso che l’operazione fosse sostenibile e finanziariamente neutra per le imprese. Così modificata è stata quindi approvata con il Decreto Crescita».

Secondo Arrigoni, «non è la Lega a prendere tempo o a tenere in ostaggio il Paese con strane alchimie di palazzo per paura del voto. Matteo Salvini vuole dare il prima possibile la parola agli italiani, per avere un Governo forte e coeso che possa dare delle risposte a cittadini e imprese, incluse quelle coinvolte nel progetto Quadrilatero e creditrici di Astaldi».

Patrizia Terzoni
Patrizia Terzoni

Non manca, infine, una bacchettata politica con risvolti nazionali. «Risulta evidente che in queste settimane di agitazione l’onorevole Patrizia Terzoni non riesca proprio ad attribuire coerentemente meriti e responsabilità. Pare quindi necessario ricordarle che è stato il Movimento 5 Stelle a determinare la crisi di Governo con la mozione No Tav che ha di fatto sfiduciato in Parlamento il Premier Conte, che sull’opera si era pronunciato favorevolmente pochi giorni prima. Quello sulla Tav si è trattato però solo dell’ultimo di una lunga serie di rifiuti ideologici e posizioni precostituite da parte dei 5 Stelle che hanno bloccato l’attività di Governo e soprattutto il Paese».
Insomma, fra gli ex alleati di Governo volano gli stracci non solo a Roma, ma anche in periferia.