Ponte di San Lorenzo, per il restauro serve l’Art bonus. L’appello di Pascucci

L'assessore ai Lavori pubblici di Fabriano incita aziende e mecenati a donare dei finanziamenti per salvare l'arco in laterizio del XIV secolo e l'antica strada di collegamento sul Giano

Un'escursione notturna al ponte di San Lorenzo

FABRIANO – Il Ponte di San Lorenzo è da recuperare. Questo l’appello di Giampaolo Ballelli, riguardo l’infrastruttura situata sul fiume Giano, appoggiato e fatto proprio dall’associazione Fabriano Storica: «I fondi a disposizione non li abbiamo. Facciamo noi un appello per l’Art-bonus», la replica dell’assessore ai Lavori pubblici, Cristiano Pascucci, secondo il quale, comunque, la struttura non è a rischio crollo immediato.

Obiettivo salvare l’arco in laterizio del XIV secolo e l’antica strada di collegamento sul Giano a Fabriano. Questo l’allarme lanciato da Giampaolo Ballelli, architetto e storico della città: «Fabriano per il visitatore è una città molto bella, piena di tesori da scoprire. Anche se molti mi ritengono un conoscitore della città trovo di continuo novità, spunti, sorprese. Le lodi e la sorpresa di esperti conoscitori di arte e storia mi meraviglia sempre. Eppure, nel corso degli ultimi 150 anni, i fabrianesi hanno perduto un patrimonio artistico impressionante e tanto ancora rischiano vada perduto. Non per cattiveria, quanto per una sana ignoranza. Come nel caso del ponte di San Lorenzo che è oramai vicino al collasso», scrive nel post su Facebook.

Il ponte si trova a pochi metri dalla struttura della Canizza che prese il suo posto nel corso del Novecento: si tratta della strada che dalla porta del Piano scende verso il Borgo attraversando il fiume Giano. Dopo la zona degli Orti, verso le ex Cartiere Miliani, si è formata una imponente e fitta vegetazione ripariale che lo nasconde alla vista.

Il ponte di San Lorenzo

«Dal punto di vista strutturale non ci sono problemi di crollo immediato», risponde l’assessore ai Lavori pubblici, Cristiano Pascucci. «Certamente, ci sarebbe da restaurarlo con tecniche adeguate, in modo tale da salvaguardare e valorizzare l’antichità della struttura. Ma si tratta di un restauro molto costoso che, facilmente, supererebbe i 100mila euro. Il Comune non ha fondi a disposizione». Da qui, quindi, un secondo appello. «Mi rivolgo alle aziende o a qualche mecenate che, magari, potrebbe aiutarci attraverso l’Art bonus. Da parte nostra – conclude Pascucci – abbiamo studiato un progetto per rendere il ponte di San Lorenzo di nuovo pedonabile, un semplice camminamento per ricollegarsi al cantiere del Giano: dalle Cartiere fino al Ponte dell’Aera. Abbiamo la volontà, ma servono dei fondi».