Nonostante i soldi a disposizione, «Fabriano è dimenticata»

È categorico il giudizio del capogruppo di Fabriano di Forza Italia, Olindo Stroppa, che spara a zero sulle manutenzioni non effettuate in città, nonostante i molti fondi a disposizione che superano i due milioni di euro anche quest'anno

Rifiuti abbandonati da anni

FABRIANO – Abbandonata in passato, dimenticata oggi. È categorico il giudizio del capogruppo fabrianese di Forza Italia, Olindo Stroppa, che spara a zero sulle manutenzioni non effettuate in città.

«Avevano promesso la rivoluzione amministrativa, dovevano rivoltare sotto sopra la città. Oggi a due anni dal loro insediamento nulla è cambiato rispetto al passato, la città versa in un completo stato di abbandono che è sotto gli occhi di tutti. Le vecchie amministrazioni Sorci e Sagramola, che assolutamente non voglio difendere, avevano una scusante: ricordate il detto “non c’è una lira?”. In parte era vero perché nelle casse comunali di soldi ce n’erano veramente pochi, 7/800 mila euro l’anno da spendere.

Oggi cosa di non poco conto, grazie al blocco dei mutui e alla nuova legge che permette di poter usare l’avanzo di amministrazione, questa scusa non esiste più. Cari cittadini è bene che lo sappiate, in questi ultimi due anni la disponibilità economica del comune è stata sempre superiore ai 2 milioni di euro l’anno, nell’anno corrente è di 2 milioni 800 mila euro».

Le strade piene di buche

Nonostante queste somme a disposizione, il loro utilizzo – secondo l’esponente azzurro – è tutto da dimenticare. «Esistono zone completamente dimenticate, ve ne elenco alcune, giardini di viale Stelluti Scala, difficile poterli chiamare giardini; via Marconi, una delle principali vie di ingresso al centro storico, transitabile in bicicletta solo se si possiede una mountain-bike, impossibile il transito per un invalido in carrozzina, rischio di distorsione per i pedoni; peggiore la situazione in via Cavallotti, altra importante strada di accesso al centro. Vogliamo parlare della scalinata che porta alla chiesa di Santa Caterina da via Ramelli o della viuzza che arriva alla Chiesa, ormai diventata un rudere, di San Claudio? Attenzione, non stiamo parlando di zone anonime, stiamo parlando delle zone storiche più antiche e caratteristiche del centro storico, Castel Vecchio, con la chiesa Santa Caterina e della Scala Santa. Che dire di via Cialdini? Dei giardini Regina Margherita con alcune panchine talmente basse che sono usate solo dagli gnomi, che di notte escono dai loro giacigli nei tronchi degli alberi per animare il parco. Fate un giro a piazza Garibaldi, gli alberi ormai superano le altezze delle abitazioni.

Vogliamo parlare delle periferie? Andate in via Merloni 75, nei pressi del ponte della ferrovia: qui troviamo una roulotte e un container di cui si ignora il contenuto, abbandonati da anni, in uno spazio privato si notano rifiuti accumulati. Facciamo un giro in viale XII Luglio le famose “case minime”, strade impraticabili con piante che con i loro rami entrano nelle abitazioni, e marciapiedi inesistenti. Potremmo continuare ancora, via Carlo Urbani, via Don Riganelli, con marciapiedi impraticabili a causa delle radici degli alberi, e che dire delle Frazioni?», il j’accuse dell’esponente di Forza Italia Fabriano.

Gli alberi in piazza Garibaldi

Sicuramente situazione ereditate, «ma non dimentichiamo però che cittadini li hanno votati perché credevano nel cambiamento promesso, sono due anni che amministrano, siamo quasi a metà mandato, di soldi in questo periodo ne hanno avuti, abbiamo ospitato grandi eventi internazionali, abbiamo avuto l’onore di ospitare il Presidente Mattarella, stiamo richiamando turisti da tutto il mondo per la mostra del Gentileschi e purtroppo stiamo presentando loro una città che dà il senso dell’abbandono della trascuratezza. È come si invitassero ospiti a una cena curata dai miglior Chef che propongo piatti ricercati abbinati ai migliori vini e li serviamo su servizi di plastica. Purtroppo vale il vecchio detto “Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa”».

Scalinata in degrado