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Fabriano

Fabriano: occupazione legalizzata, il Fabbri contrattacca

Botta e risposta tra Casapound, Lega e Il Laboratorio Sociale sull’occupazione dell’ex asilo, sei anni fa, da parte dell’allora collettivo, ora invece trasformato in un’associazione di promozione sociale con il via libera della Giunta guidata da Gabriele Santarelli

Una delle tante iniziative organizzate dal Laboratorio sociale Fabbri durante l'occupazione

FABRIANO – Il Laboratorio sociale Fabbri di Fabriano non ci sta e passa al contrattacco. «Gli attacchi avvenuti in questi giorni in modo violento e scomposto, mostrano, in modo evidente, la pochezza politica e intellettuale di chi li ha fatti. Un gruppo sparuto e fastidioso composto da quattro fascistelli di Casapound – a cui le occupazioni vanno bene solo se le fanno loro, dato che la loro sede di Roma è occupata – qualche rosicone, un paio di urlatori da strada leghisti e un consigliere comunale di pseudo sinistra che cerca voti a destra e manca, molto più a destra che a manca», l’incipit della nota a firma del Laboratorio Fabbri che, per tramite la nascita di un’associazione culturale, è riuscita a farsi trasformare un’occupazione illegale, in una gestione dello stabile – occupato per sei anni – dell’ex asilo del Borgo a Fabriano. Una situazione che sta suscitando aspre polemiche nei confronti dell’Amministrazione comunale pentastellata e degli stessi ex occupanti abusivi.

«Il Laboratorio Sociale Fabbri nasce nel 2013 quando siamo entrati nello stabile dell’ex asilo del Borgo con l’intenzione di riqualificare uno spazio che, da anni, era stato completamente abbandonato, lasciato al degrado più assoluto. Uno stabile bellissimo, situato accanto alla Chiesa di San Nicolò nel centro di Fabriano, ridotto a una discarica a cielo aperto. La possibilità di gestire quello spazio era già stata richiesta al Sindaco Sagramola che aveva risposto negativamente in quanto, ci disse, che era stato concesso come parte di un pagamento a una ditta della Campania e non era nella disponibilità comunale. Quando però siamo entrati nello spazio abbiamo capito che il Sindaco ci aveva mentito in quanto scoprimmo che il primo cittadino aveva concesso l’utilizzo degli spazi dell’ex asilo alla Porta del Borgo solamente per il tempo del Palio, una settimana circa. I portaioli invece, in barba ai tempi stabiliti, erano rimasti lì per mesi facendo attività all’interno, anche private. Ovviamente parliamo di atti che sono tutti nero su bianco. Quando siamo entrati abbiamo chiesto loro di dividere lo spazio e sistemarlo insieme, ma hanno rifiutato. Il Sindaco Sagramola, una volta svelati i suoi magheggi, ha ben pensato di farci un’ordinanza di sgombero immediata. Successivamente abbiamo chiesto, attraverso un progetto di gestione supportato da tantissime firme di cittadini, di poter gestire lo spazio. La nostra richiesta non è mai stata neanche presa in considerazione dalla vecchia amministrazione», spiegano dal Fabbri.

Il progetto di gestione dello spazio è stato presentato anche alla nuova Amministrazione, «che invece ha deciso di regolarizzare la nostra permanenza nella struttura. Subito Casapound e i leghisti sono andati in fibrillazione, innervositi hanno deciso di costituire un ridicolo comitato per la Legalità invocando assurdi voti di scambio, sgomberi, celerini e perfino taniche di benzina per bruciare lo stabile. Una schifezza. Questo pseudo comitato non ha niente di serio ed è chiaramente uno strumento propagandistico, di natura politica, guidato e strumentalizzato dai soliti noti con un solo obiettivo: distruggere le esperienze contrarie al loro pensiero. La verità è che il Laboratorio Sociale Fabbri dà fastidio».

Perché «voce libera e indipendente che parla di uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà fra gli esseri umani e conflittualità sociale per combattere i soprusi. Dà fastidio che nel Fabbri, negli anni, si siano sviluppate attività a favore dei migranti, come la squadra di calcio a 5 Atletico No Borders che permette a tanti ragazzi giovanissimi migranti di creare vera inclusione tramite lo sport popolare. Dà fastidio che il Fabbri sia un presidio di autogestione e autorganizzazione giovanile in cui, negli anni, sono passate migliaia di persone. Dà fastidio che nel Fabbri si faccia cultura e controinformazione, soprattutto per chi spera che in Italia debba rimanere solo il pensiero unico di Salvini. Sappiate che noi non molleremo di un centimetro, negli anni abbiamo costruito una grande comunità di donne e uomini, ragazze e ragazzi, pronti a lottare per la costruzione di un mondo diverso e sicuramente non ci fermeranno le infamate di chi sa solo odiare e sa fare politica esclusivamente con le carte bollate».

 

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