Fabriano in lacrime per la prematura scomparsa di Andrea Mezzopera

Si è spento a soli 25 anni circondato dall’affetto della sua famiglia che sempre lo ha sostenuto in questa lunga battaglia per la vita. Il commosso ricordo di amici e insegnanti per un ragazzo che ha sempre amato la vita

La Basilica Cattedrale di San Venanzio a Fabriano
La Basilica Cattedrale di San Venanzio a Fabriano

FABRIANO – Lutto a Fabriano. Città addolorata per la scomparsa di Andrea Mezzopera, deceduto a seguito di una lunga malattia che ha sempre combattuto con grande coraggio e dando una lezione di vita importante e fondamentale per molti giovani non solo di Fabriano. Andrea si è spento a soli 25 anni, ieri mattina, circondato dall’affetto della sua famiglia che sempre lo ha sostenuto in questa lunga battaglia per la vita.

Purtroppo, però, il 25enne, originario dell’Umbria, ma trasferitosi con la famiglia da anni a Fabriano, è deceduto nella giornata di ieri, 21 febbraio. Da questa mattina è stata allestita e aperta la camera ardente presso la Casa del commiato Bondoni, in via Nenni a Fabriano. Domani, 23 febbraio alle 15, saranno celebrate le esequie all’interno della cattedrale di San Venanzio. Successivamente, il feretro sarà tumulato all’interno del cimitero cittadino di Santa Maria.

Andrea Mezzopera

Non appena si è diffusa la notizia, sono state tante le persone che si sono strette attorno al dolore della famiglia, il papà Marcello e la mamma Pina. A testimonianza dell’enorme umanità di questa famiglia, tutti sono stati invitati a dare un’offerta alla fondazione “Marco Mancini” e “Il Samaritano”.

Nonostante la malattia, Andrea ha cercato di vivere una vita il più possibile normale. È riuscito a conseguire il diploma all’Itis Merloni di Fabriano come perito chimico industriale. «Non ti sei mai arreso – ricordano commossi gli amici – nemmeno quando la malattia, da tempo, ti stava debilitando».

Toccante il ricordo di Valentina Minelli, insegnante, che ha avuto modo di conoscere per molti mesi Andrea. «Nessuno meritava più di te la maturità. Hai iniziato a raccontarmi della tua vita con una naturalezza a tratti disarmante. Ti ascoltavo parlare e mi chiedevo da dove tirassi fuori tutta quella forza. Sei riuscito a insegnarmi più di quanto potessi immaginare. Non ti sei mai arreso piccolo immenso guerriero. Il Gigante dal cuore buono. Che tu possa essere un modello per tutti coloro che credono di non farcela. Adesso, da lassù, fa vedere agli angeli cosa significa essere determinati».