Il Morea-Vivarelli di Fabriano diventa un mini campus universitario

Per una settimana gli studenti dell'istituto superiore sono stati gli assoluti protagonisti di iniziative didattiche in grado di aumentare il loro senso di responsabilità e la voglia di conoscere e approfondire. I commenti dei partecipanti

L'escursione alle fonti del Giano

FABRIANO – L’istituto superiore Morea-Vivarelli di Fabriano per una scuola 4.0. Svolto un nuovo progetto che, di fatto, trasforma un istituto scolastico in una mini-università e i tanti spazi esterni e interni in possibilità di approfondimento didattico. La soddisfazione degli studenti per questa sperimentazione.

Per una settimana gli studenti sono stati gli assoluti protagonisti di iniziative didattiche in grado di aumentare il loro senso di responsabilità e la voglia di conoscere e approfondire. «Di solito siamo noi quelli sempre in classe con i professori che girano mentre in questi giorni siamo stati noi studenti a girare ed è stato sicuramente più divertente», il commento di una studentessa al primo anno.

Gli studenti, all’unanimità, hanno molto apprezzato l’iniziativa, parlando di «onore al merito per chi ha lavorato e si è impegnato in tutto il primo quadrimestre e ora può imparare altre cose interessanti, ma in modo diverso, senza la solita pesantezza delle lezioni in classe». Oppure, il gradimento perché si sono potute stringere nuove amicizie visto che sono state messe insieme più classi per ogni differente attività.

«I destinatari della settimana sperimentale, i nostri millenial, con poche immediate battute hanno subito messo a fuoco i punti di forza del progetto. Sinergia e responsabilizzazione, autonomia e interesse per accendere la scintilla della passione. Andare a scuola e non in carcere per gli studenti e per i professori catturare energia dai giovani e non sentirsi secondini a loro volta prigionieri di un sistema che scricchiola, che reclama riadattamenti ponderati, ma funzionali a una società in continua evoluzione. La scuola deve correre insieme ai giovani e non fronteggiarsi su territori ostili», evidenzia Vinny Cecchetelli, professoressa dell’istituto.

Tanti gli approfondimenti, come la visita a un Birrificio della Vallesina o l’escursione alle fonti del Giano, i tanti Cineforum e la passeggiata all’Aula Verde di Vallesina. Ancora, la possibilità di ammirare l’allevamento e addestramento di cani, incontri con esperti di zootecnica del Consorzio del Vitellone bianco Appennino centrale IGP in Umbria e il convegno su Arti marziali e bullismo.

«Un programma vasto e trasversale dedicato a tutti gli studenti dell’istituto scolastico superiore di Fabriano la cui unica difficoltà è stata l’apprendimento della logistica: studiare il calendario degli incontri, verificare gli spazi, ossia sapersi organizzare. E, questa non è forse una delle abilità principali del percorso di formazione e crescita che la scuola di oggi deve fornire? Nel frattempo, gli studenti che dovevano recuperare in qualche materia hanno cercato di “pareggiare i conti” grazie alla disponibilità del corpo docente che ha attivato dei corsi ad hoc. E ora che tutti sono tornati in classe le esperienze sviluppate su livelli di apprendimento e didattica differenziate si mescolano e creano stimolo, curiosità e interesse. Un modo per innovare la scuola di oggi, anche a Fabriano, nel presagio di quella del futuro».