Legalizzazione dell’occupazione ex asilo: nasce un comitato che dice no

Il j'accuse del gruppo di cittadini e associazioni: «La Giunta ha abbandonato la legalità attraverso quella che sembra una marchetta politica-elettorale. Intraprenderemo ogni azione legale possibile»

L'occupazione del Laboratorio sociale Fabbri
L'occupazione del Laboratorio sociale Fabbri a Fabriano

FABRIANO – Un comitato di cittadini di Fabriano contro la decisione della Giunta, guidata dal Movimento 5 Stelle di regolarizzare l’occupazione dell’ex asilo del Borgo attraverso la costituzione di un’associazione formata dagli stessi occupanti. Si preannunciano possibili azioni giudiziarie.

Una delle vicende che ha di più acceso gli animi in città è stata quella relativa alla volontà del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, di regolarizzare l’occupazione che si protrae da sei anni. «La decisione è stato comunicata dal primo cittadino che ha scelto arbitrariamente di concedere lo spazio gratuitamente agli irregolari e di non prendere in considerazione la proposta della porta del Borgo, pronta a riconoscere un corrispettivo mensile per l’affitto, o quantomeno fare un regolate bando di gara dando pubblica evidenza della decisione stessa», attacca il Comitato per la legalità Fabriano costituitosi da poche settimane.

La delibera della Giunta pentastellata è stata approvata e, ora, si attende la sottoscrizione dell’atto ufficiale fra il Comune di Fabriano e l’associazione Camminare parlando e ascoltando: «Si attende, crediamo, la firma del dirigente assetto al territorio del Comune, carica ricoperta dall’attuale comandante dei Polizia municipale Cataldo Strippoli». Nel frattempo si aspetta la nomina di un nuovo dirigente dopo che Roberto Evangelisti ha deciso di accettare un nuovo lavoro all’Aquila.

«La patata bollente, infatti, passa nelle mani di Strippoli che attualmente ricopre la duplice veste di controllore e controllato. Infatti, pende un’ordinanza di sgombero dello stabile occupato dal 2013, ordinanza che fu recepita anche dal comando della Polizia municipale che però non ne diedero mai  esecuzione. Quindi, ora, quale giudizio prevarrà? La figura del vigile che si muove a tutela della legge o quella del dirigente che si presta alle indicazioni della Giunta? La situazione si fa sempre più complicata. Quello che invece emerge con semplicità è come il movimento “dell’Honestà” abbia abbandonato ogni pretesa di legalità attraverso quella che ai più appare come una marchetta politica-elettorale», il j’accuse del Comitato.

«In questi giorni, inoltre, si sono svolti alcuni incontri patrocinati e sponsorizzati dalla Giunta comunale nei locali ancora formalmente occupati illegalmente. Cosa poco limpida, di fronte anche al fatto che il Comune, che è dovuto intervenire nel rispondere ad alcuni accessi agli atti, dichiara che nell’asilo non risultano essere allacciate utenze. Almeno legalmente. Questo lascerebbe intendere che gli occupanti si procurerebbero acqua e luce in altri modi. Ad oggi il Comune collabora con un’organizzazione illegale, usufruendo di uno spazio ancora sotto sgombero e giovando di utenze di cui non si conosce la provenienza. Ci auguriamo che le forze dell’ordine, che hanno accompagnato tutto il percorso per la regolarizzazione piuttosto che eseguire lo sgombero, abbiamo valutato questi aspetti che configurerebbero situazioni molto gravi».

Nel frattempo, il Comitato per la legalità, costituito da molte associazioni, cittadini e residenti del centro storico, «vigilerà e attenderà la regolarizzazione del contratto per poi intraprendere ogni azione legale possibile relativamente ai sei anni di occupazione e ai relativi danni erariali cagionati alla città, più tutti quelli che si potrebbe configurare in futuro».