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Fabriano

JP Industries, chiesta la proroga sul piano di ristrutturazione del debito

Se i giudici della sezione Fallimentare del Tribunale di Ancona dovessero accoglierla, il termine slitterebbe al 28 gennaio prossimo. Breve incontro sindacati-proprietari per affrontare il nodo legato alla cassa integrazione straordinaria in scadenza a fine anno

FABRIANO – Cancelli nuovamente chiusi alla JP Industries di Fabriano. Mercoledì scorso, 27 novembre, è stato ultimo giorno di lavoro per il 2019. Presentata la richiesta di proroga di 60 giorni per la presentazione del piano di ristrutturazione del debito nell’ambito della procedura di concordato, richiesta indirizzata ai giudici della sezione Fallimentare del Tribunale di Ancona. Se venisse accolta, il termine ultimo slitterebbe al 28 gennaio prossimo. La seconda scadenza è relativa alla richiesta di proroga di un altro anno dell’utilizzo della cassa integrazione per i circa 620 dipendenti della newco che fa capo all’imprenditore cerretese, Giovanni Porcarelli, che ha acquistato il comparto bianco dell’ex Antonio Merloni, costituito dagli stabilimenti di Fabriano: Santa Maria e Maragone. E di Gaifana in Umbria. Altrimenti, qualora non dovesse essere concessa dal ministero del Lavoro in tandem con il ministero dello Sviluppo economico, una nuova ecatombe occupazionale è dietro l’angolo.

Erano tornati al lavoro nello scorso ottobre circa 120 operai della JP Industries. Nello stabilimento di Fabriano di Santa Maria, a ranghi ridotti e a giorni alterni, è terminata la produzione il 27 novembre, per una commessa di elettrodomestici. Non ci sono altri ordinativi, quindi, si è ufficialmente chiuso l’anno. certamente, non una buona notizia. I freddi numeri di bilancio testimoniano una crescente difficoltà. Il 2018 si è chiuso con meno 13 milioni di euro di fatturato. In rosso anche il risultato netto, oltre 3 milioni di euro, il triplo rispetto al 2017.

Si è chiesta la proroga di 60 giorni per la presentazione del piano di ristrutturazione del debito ai giudici della sezione Fallimentare del Tribunale di Ancona. Dovrebbe essere concessa, ma si attende l’ufficialità che farebbe, quindi, slittare la data al 28 gennaio prossimo.

Più complessa, invece, l’altra scadenza. Da fine dicembre prossimo i circa 620 dipendenti, la metà di Fabriano, non potranno più contare sul paracadute della cassa integrazione straordinaria. Salvo proroghe dell’ultimo minuto da parte del Governo. Al momento, non sono in calendario incontri del tavolo sulla vertenza JP Industries né al Mise né al ministero del Lavoro. Una corsa contro il tempo, se ci sarà l’intenzione di prorogare l’ammortizzatore sociale. Altrimenti, bisognerà fare i conti con nuove famiglie – spesso monoreddito – che andranno a ingrossare le file dei disoccupati del Centro per l’impiego di Fabriano e comprensorio. «Abbiamo avuto un incontro molto breve con i commissari e la proprietà. Abbiamo chiesto all’azienda di valutare la possibilità di chiedere la cassa integrazione per riorganizzazione complessa con la causale della continuità e non della cessazione. Questo perché per noi sarebbe irricevibile la seconda strada. Naturalmente, affinché sia accettata dal Ministero la prima opzione, è fondamentale la presentazione del piano industriale» di ristrutturazione del debito, specificano i sindacati di categoria, Fiom-Fim-Uilm.