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Fabriano

Forza Italia, stop alla declassificazione dei servizi

Il capogruppo azzurro, Olindo Stroppa, propone una disamina a 360 gradi e invoca un agire comune per evitare ulteriori tagli ai servizi nella città di Fabriano. E magari riflettere se staccarsi dalle Marche e chiedere di essere inseriti nella vicinissima Umbria

Olindo Stroppa in consiglio comunale
Olindo Stroppa in consiglio comunale

FABRIANO – Fermare la declassificazione del territorio di Fabriano. A chiederlo è il capogruppo di Forza Italia, Olindo Stroppa, che invoca un agire comune per evitare ulteriori tagli ai servizi. E magari riflettere se staccarsi dalle Marche e chiedere di essere inseriti nella vicinissima Umbria.

«Fabriano contava di un deposito locomotive, di officina meccanica di officina impianti elettrici, era centro di smistamento di carri merci che provenivano da Macerata e da Pergola. Il nostro deposito fra personale di macchina, personale viaggiante, operai, manovratori, manovali, capistazione, contava circa mille dipendenti. Ed era una grande risorsa per tutto il territorio», ricorda Stroppa.

«Fabriano aveva un tribunale che oltre a garantire posti di lavoro evitava difficoltosi spostamenti fino ad Ancona anche per una semplice testimonianza. Da circa 40 anni stiamo aspettando i termini dei lavori di una strada che sia degna di chiamarsi tale che ci colleghi con il capoluogo e con la capitale. Viaggiamo su treni obsoleti che in tempi di alta velocità viaggiano a una media di 50 km/h su un tracciato costruito nel 1800».

Ancora, «Fabriano ha un ospedale al quale stanno togliendo medici e servizi pian piano in modo indolore, con liste di attesa che arrivano anche a un anno. Fabriano rischia di perdere l’ufficio Inps e anche il Giudice di Pace è a rischio».

Una situazione frutto di errori del passato, «si è deciso di non voler proseguire nell’opportunità di diventare Provincia, che invece a Fermo colsero al volo e oggi è Provincia dove lavorano molte centinaia di persone, mentre la nostra città sta perdendo centinaia di posti di lavoro nei servizi al cittadino a favore della costa».

Quindi, la proposta. «Abbiamo perso oltre 5.000 posti di lavoro e siamo ormai considerati terra di confine, è su questo che dobbiamo discutere e battere i pugni nelle sedi opportune e ragionare se voler essere accorpati alla regione Umbria, molto più vicina a noi sia geograficamente che culturalmente di quanto lo sia la costa».