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Fabriano

Fabriano, la Fiom vuole uno screening di massa per gli operai metalmeccanici

Si ricorda quanto verificatosi in Ariston Thermo Group ed Electrolux. In entrambe, infatti, sono stati effettuati – su base volontaria – dei controlli specifici

Pierpaolo Pullini
Pierpaolo Pullini

FABRIANO – I contagi da Coronavirus in aumento preoccupano la Fiom di Ancona che torna a chiedere uno screening di massa per gli operai del comparto metalmeccanico. Prendendo a buon esempio, quanto verificatosi in due aziende di Fabriano: Ariston Thermo Group ed Electrolux. In entrambe, infatti, sono stati effettuati – su base volontaria – dei controlli specifici.

La Fiom di Ancona ritiene fondamentale continuare a mettere in campo tutte le azioni per il contenimento del virus Covid-19, soprattutto in questa fase dove la curva dei contagi sta tornando a risalire in maniera preoccupante: «Nel mese di marzo ci siamo mobilitati, troppo spesso da soli, fino ad arrivare allo sciopero generale del territorio di Ancona e la contrattazione fatta dalle nostre Rsu/Rls è stata poi ripresa nei protocolli nazionali, ulteriormente migliorata in quelli aziendali e oggi permettono alle imprese di gestire casi di Coronavirus senza dover essere costretti a chiudere fabbriche e uffici», evidenzia il responsabile del sindacato di categoria per il fabrianese, Pierpaolo Pullini.

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Dunque, ricordando quanto già avvenuto, in termini di prevenzione e di contenimento, in Ariston Thermo Group ed Electrolux dove si è giunti alla condivisione di azioni di monitoraggio con l’effettuazione di test e/o tamponi su tutti i dipendenti, su base volontaria, garantendo il rispetto della privacy delle persone.

«È arrivato il momento che tutte le aziende del territorio dalla cantieristica all’elettrodomestico, passando per l’automotive, tutti i comparti e tutte le filiere, si facciano carico di uno screening di massa della collettività metalmeccanica, per avere una fotografia precisa e puntuale, meglio ancora se periodica. Prevenzione e monitoraggio siano considerati un investimento, produttivo e sociale, e non un costo: dopo la valanga di denaro pubblico che è già stato utilizzato e che sarà a disposizione delle imprese, soprattutto dalle aziende pubbliche e dalle Multinazionali in riorganizzazione, una parte sia restituito alle persone che hanno contribuito a tenere in piedi il Paese, anche in questa forma», prosegue Pullini.

In ultimo, dalla Fiom di Ancona si avanza un invito alla Prefettura affinché riparta una fase di controlli su tutto il territorio, «ancora più stringente, sia sull’applicazione dei protocolli che sull’utilizzo del denaro pubblico, attivando un tavolo di confronto e coordinamento con tutti gli enti ispettivi».