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Fabriano

Fabriano città della carta e della Filigrana, benefici per più comparti economici

La consigliera della Lega, Chiara Biondi, promotrice e prima firmataria della Legge Regionale mette in risalto tutti i vantaggi

Chiara Biondi Lega

FABRIANO – Approvata all’unanimità dal consiglio regionale delle Marche la Legge per il riconoscimento di Fabriano come città della carta e della Filigrana e di Ascoli Piceno e Pioraco come città della carta, la soddisfazione della consigliera della Lega, Chiara Biondi, proponente e prima firmataria. «Nell’era del digitale la carta è ancora al centro del sistema culturale e lo dicono i fatti: Fabriano è il primo marchio che le Marche hanno esportato nel mondo e il percorso innescato dalle iniziative previste può frenare la deriva occupazionale frutto di anni di crisi economica. Il futuro prossimo della dimensione urbana è nelle città smart che massimizzano il valore del capitale umano, quello socio-ambientale e quello infrastrutturale-tecnologico. L’eccellenza frutto di creatività e manualità è l’asset principale dell’economia italiana: perché non puntarci? Attraverso questa legge metteremo in rete comuni legati alla storia, alla cultura e alla tradizione della carta per promuovere studio e apprendimento delle tecniche di produzione in parallelo alla costituzione di nuovi laboratori artigianali e alla rivitalizzazione di luoghi ed edifici legati all’archeologia industriale. Tutti elementi che portano verso una direzione unica: creare lavoro», le sue parole.

Il sostegno ufficiale che la Regione Marche dà con l’approvazione di questa legge contribuisce in modo concreto anche alla candidatura per l’inserimento della carta filigranata nell’elenco dei beni immateriali dell’Unesco. «Il buon esito della candidatura rappresenterebbe, per la nostra Regione, l’ingresso ufficiale, per la prima volta, fra i territori che possono fregiarsi di essere presenti in questo elenco dell’Unesco. Ottenere il riconoscimento per Fabriano e il suo comprensorio, provato da anni di perdurante crisi economica, aggiungerebbe un importante tassello per rafforzare la propria vocazione turistica con benefici per tutte le Marche», conclude la consigliera della Lega, Chiara Biondi.