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Fabriano

Fabriano: cinghiale nel fiume Giano in centro storico

Un ungulato intento a bagnarsi e probabilmente dissetarsi nel tratto scoperto nei pressi di piazza Garibaldi

Cinghiale nel fiume Giano

FABRIANO – Un cinghiale in pieno centro storico a Fabriano intento a bagnarsi e probabilmente dissetarsi nel tratto scoperto del fiume Giano nei pressi di piazza Garibaldi. Questo quanto immortalato in una foto da alcuni passanti. Ancora una volta, dunque, un avvistamento, l’ennesimo, in pieno centro cittadino.

Sono anni, ormai, che gli ungulati sono sempre più presenti a Fabriano, in varie e frequentatissime zone. Ma mai era stata segnalata la loro presenza nel cuore del centro storico cittadino. Anche quest’ultimo tabù è stato ora sfatato. Infatti, ieri mattina intorno alle 11, un esemplare di cinghiale è stato avvistato nei pressi di piazza Garibaldi, nel fiume Giano mentre probabilmente si dissetava.

Gli avvistamenti, come detto, si moltiplicano. L’ultima volta è accaduto a ottobre, quando gli studenti della cittadella in località Santa Croce, prima dell’ennesimo stop alla didattica in presenza, si sono visti tagliare la strada da un cinghiale. Si trovavano, ungulato e studenti, all’interno del più grande cimitero cittadino, Santa Maria. Una situazione di potenziale pericolo per molti ragazzi, la stragrande maggioranza minorenni.

E non è la prima volta che ciò accade a Fabriano. Nel settembre scorso, un ungulato – nel tardo pomeriggio – ha attraversato nella massima tranquillità il campetto da basket esterno nei pressi del PalaGuerrieri. Anche in questo caso, luogo frequentato da giovani, tanto più che nelle immediate vicinanze vi si trova anche la piscina comunale. Certamente, un problema sicurezza esiste a Fabriano. Infatti, non sono pochi gli incidenti stradali che vengono causati dall’improvviso attraversamento dei cinghiali, non solo in strade secondarie. In più, ci sono stati episodi – fortunatamente non gravi – che sono balzate agli onori della cronaca, come l’attacco a un cagnolino e al suo padrone. O l’attraversamento di un branco numeroso di ungulati nei campi coltivati, nei prati, nei giardini, vicino ai cimiteri, nei pressi delle isole ecologiche. Insomma, materiale a sufficienza per invocare delle contromisure in grado di arginare il fenomeno.

Non solo in città, gli avvistamenti. Anche nelle numerose frazioni cittadine, gli ungulati sono molto attivi. La mancanza di cibo, li spinge ad avvicinarsi sempre di più ai centri abitati e il rischio per l’incolumità di cose e persone, ovviamente, aumenta.