Centro Pagina - cronaca e attualità

Fabriano

Fabriano: appello al Governo per la convocazione di Whirlpool al tavolo al Mise

Nel frattempo, nello stabilimento a Mergo di Elica, sono partiti i contratti di solidarietà come previsto dall'accordo del dicembre scorso che mise fine alla lunga vertenza sindacale

FABRIANO – Anche i dipendenti di Elica, multinazionale di Fabriano leader nel settore delle cappe aspiranti, sono ufficialmente tornati a lavoro. Quindi, torna a pieno regime il distretto metalmeccanico fabrianese, dopo che la maggior parte delle aziende avevano già ripreso il lavoro la scorsa settimana. «Siamo di fronte ad una situazione complessa ed inedita in cui ci ritroviamo imprese che confermano un 2022 in linea con il 2021 come Ariston, Faber ed Electrolux, nonostante le tantissime difficoltà derivanti dalla situazione globale, con tutte le conseguenze che ne derivano», evidenziano dalla segreteria Fiom di Ancona.

Whirlpool

Diversa la situazione per Whirlpool «dove, in attesa degli annunci delle decisioni prese dalla stessa multinazionale americana sul proprio futuro in Italia e nell’area EMEA, si è in presenza di un forte utilizzo di cassa integrazione per mancanza di volumi, dopo un 2021 ed un inizio di 2022 dove invece le produzioni volavano. Nel mese di agosto lo stabilimento di Melano ha lavorato (tra ferie e CIGO) circa il 30% della capacità produttiva ed i segnali di ripresa su settembre sono troppo deboli». A tal proposito, la Regione Marche chiede un incontro al Mise per attivare un tavolo di confronto con l’azienda sulla situazione occupazionale. Nei giorni scorsi l’assessorato al Lavoro aveva coinvolto gli assessori regionali al Lavoro della Campania, della Lombardia e della Toscana evidenziando le «preoccupazioni per una possibile vendita della proprietà statunitense a una società turca» e per chiedere congiuntamente al Mise l’apertura del tavolo. Nella lettera inviata al Mise giovedì 26 agosto, si evidenziano le avvisaglie «di un probabile riassetto proprietario di Whirlpool non solo nelle Marche, ma probabilmente in tutta Italia». Si chiede quindi «un confronto per cercare di capire il prossimo scenario e prevenire eventuali crisi che sarebbero devastanti per i territori regionali interessati». La richiesta inoltrata al Mise fa seguito agli incontri, avuti dalla Regione, con i sindaci marchigiani di Fabriano e Comunanza (comuni che ospitano gli stabilimenti) e le sigle sindacali del territorio, convocate per in incontro ufficiale in Regione che si è svolto il 22 luglio. «Forte è la preoccupazione per il futuro delle fabbriche Whirlpool nelle Marche che occupano circa 1.400 lavoratori, oltre ai 500 dell’indotto», si legge nella richiesta di convocazione inviata al Mise. Rincara la dose, la Uilm. «Insieme alle altre organizzazioni sindacali – dichiara Isabella Gentilucci, segretaria provinciale Uilm Ancona e responsabile sindacale dei siti Whirpool della provincia – abbiamo promosso iniziative a carattere provinciale per mettere in evidenza come, se la multinazionale americana portasse a termine i suoi intendimenti, il territorio fabrianese già provato dalle tante vertenze andrebbe definitivamente verso una deriva industriale irreversibile. Abbiamo sollecitato la Prefettura, abbiamo interloquito con la Regione Marche in un incontro con l’assessore al lavoro Stefano Aguzzi, ma nonostante anche i loro interventi presso il governo, ad oggi rileviamo una ingiustificata indifferenza da parte governativa. Occorre al più presto che il governo convochi un incontro per fare chiarezza sul futuro dei siti italiani che oggi contano 5.000 lavoratori di cui 1.400 nella nostra regione. Il governo si attivi al più presto».

Elica

Riprende l’attività anche ELICA dove si sta continuando l’implementazione del piano industriale, con l’avanzamento del reshoring e la fusione dei due stabilimenti. Nelle prossime settimane avverranno anche i primi passaggi del personale che ha deciso di aderire al progetto con Ariston che prevede la re-industrializzazione dello stabilimento di Cerreto. Nel frattempo l’attività a Mergo è ripresa con l’attivazione del Contratto di Solidarietà, per cui è prevista una turnazione a 6 ore come concordato nell’accordo del 09/12/2021; dovranno essere messe tutte le iniziative necessarie a fare in modo che alla fine del piano siano garantite tutte le posizioni lavorative full time. «Su questo fa ben sperare il fatto che tutti i prodotti di punta di Elica, presenti e futuri, grazie a quanto sottoscritto e concordato, saranno prodotti in Italia», ribadiscono dalla Fiom.

L’appello

«Resta la preoccupazione per la mancanza di politiche industriale necessarie a fronteggiare la complicatissima situazione generale, mancanza che denunciamo anche dentro la campagna elettorale, tra cui la completa assenza del Governo a cominciare dalla vertenza Whirlpool». La FIOM di Ancona ribadisce la necessità di una discussione basata sulla progettualità, «avendo già avanzato delle proposte su come fronteggiare le difficoltà di reperimento delle materie prime e delle componentistiche e, oggi soprattutto, gli iperbolici aumenti dei costi dell’energia, che rischiano di far saltare una parte importante del tessuto industriale del Paese, senza politiche di supporto adeguate, con la paura di vedere scomparire aziende, soprattutto se non solide finanziariamente e/o di dimensioni minori , anche con importanti portafogli ordini in mano», si conclude la nota.