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Fabriano

Elica, connubio arte-industria: il “Premio Ermanno Casoli” 2022 a Eugenio Tibaldi

L’artista piemontese realizzerà “Marshy”, un progetto per l'Emc Fime di Castelfidardo, azienda del gruppo, e vedrà coinvolti non solo i dipendenti della divisione motori, ma anche tutto il mondo della multinazionale fabrianese

L'artista Eugenio Tibaldi

FABRIANO – Prosegue la fortunata esperienza del connubio fra arte e industria. Da sempre Elica, multinazionale leader nel settore delle cappe aspiranti, apre le sue porte alle iniziative della Fondazione Ermanno Casoli, fondatore di Elica. Quest’ultima ha annunciato il vincitore del “Premio Ermanno Casoli”, edizione 2022: l’importante riconoscimento nel campo dell’arte contemporanea in Italia è stato assegnato all’artista Eugenio Tibaldi. L’artista piemontese realizzerà “Marshy”, un progetto site specific per Emc Fime di Castelfidardo, azienda del gruppo Elica, e vedrà coinvolti non solo i dipendenti della divisione motori, ma anche tutto il mondo Elica, che ha una piattaforma produttiva articolata in sette siti tra Italia, Polonia, Messico e Cina, e che annovera oltre 3.200 lavoratori. L’opera sarà inaugurata nell’autunno 2022.

Il Premio Ermanno Casoli è concepito come una commissione che la Fondazione affida, di edizione in edizione, a un artista per realizzare un’opera d’arte permanente in un’azienda del gruppo, con la partecipazione attiva delle persone che ci lavorano.

Il Premio viene attribuito a quegli artisti che nella loro ricerca mostrano una particolare sensibilità e attenzione ai temi sociali e politici, in cui la relazione e la condivisione del lavoro diventano elementi essenziali della progettazione, prevedendo un periodo più o meno lungo di residenza nelle aziende coinvolte. «Da sempre attratto dalle dinamiche e dalle estetiche marginali, dal complesso rapporto fra economia e paesaggio contemporaneo – spiega Marcello Smarrelli, curatore del Premio – Eugenio Tibaldi, per il progetto Marshy, porta avanti una ricerca che verte sul concetto e sul ruolo dello scarto nell’economia e nella realtà quotidiana. Il difetto e il conseguente tentativo di miglioramento sono visti dall’artista come parte dell’evoluzione, in una tensione volta al controllo, all’efficienza e alla precisione. Nei progetti che realizza in diverse parti del mondo, teorizza un senso del margine inteso più come condizione mentale che geografica. Attraverso questa pratica l’artista attiva una dinamica processuale che, applicata alla ricerca artistica, fa emergere forme di estetica alternativa alle pratiche tradizionali».

E il presidente di Elica, Francesco Casoli, ricorda come: «Arte e impresa hanno in comune molto più di quanto pensiamo: entrambi inventano ogni giorno il futuro. Da sempre Elica, attraverso la Fondazione Ermanno Casoli, intitolata a mio padre, introduce l’arte in azienda, in stretta sinergia con i dipendenti, perché crediamo fortemente che l’espressione artistica offra uno stimolo unico a sviluppare il pensiero laterale, la curiosità, la passione per il bello: tutti valori fondativi per noi e per Emc Fime, controllata dal Gruppo Elica. Siamo entusiasti del progetto di Eugenio Tibaldi, vincitore del Premio Ermanno Casoli, con il quale siamo davvero onorati di collaborare», conclude.