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Electrolux: 13 posti a rischio nel sito di Cerreto D’Esi, 8 operai e 5 colletti bianchi

Esuberi ai quali si sommano già i 26 contratti di lavoratori interinali non rinnovati e, molto probabilmente, altri 3 di staff leasing che non dovrebbero essere rinnovati a breve

La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi

CERRETO D’ESI – Anche lo stabilimento di Cerreto D’Esi coinvolto dal piano di riduzione dei costi presentato dalla Electrolux per quanto concerne l’Italia. Sono 13 i posti di lavoro tagliati su 203 lavoratori complessivi del sito cerretese: 8 fra gli operai e 5 nelle funzioni impiegatizie, impiegati quadri. Esuberi ai quali si sommano già i 26 contratti di lavoratori interinali non rinnovati e, molto probabilmente, altri 3 di staff leasing che non dovrebbero essere rinnovati a breve. «Cercheremo di individuarli nell’ambito dei lavoratori in pre-pensionamento», dichiara il responsabile della Fiom per il distretto fabrianese, nonché componente della segreteria provinciale, Pierpaolo Pullini. «Nel prossimo incontro con la multinazionale svedese a livello centrale, si individueranno gli strumenti più idonei per far fronte a questa situazione». Una decisione, quella della razionalizzazione dei costi, che non ha colto impreparato il sindacato e che si spiega, anche, con il calo dei volumi prodotti. Per quel che riguarda lo stabilimento di Cerreto D’Esi, per il 2022 si prevedeva una produzione di cappe pari a 135mila pezzi, invece, si arriverà a fine anno a circa 118mila. Dalla Electrolux si conta, per il 2023, su una ripresa produttiva.

La vertenza

Nella giornata di ieri, 28 novembre, si è tenuto l’incontro tra la direzione centrale dell’Electrolux ed il coordinamento sindacale durante il quale l’azienda ha illustrato l’annunciato piano di riduzione costi che, legato al calo di volumi produttivi coinvolge l’intero settore dell’elettrodomestico, e porta ad un numero di 222 eccedenze in tutto il Gruppo, per quanto concerne l’Italia. Anche lo stabilimento di Cerreto D’Esi viene coinvolto con un numero di 5 eccedenze nelle funzioni impiegatizie (quadri ed impiegati) e 8 tra gli operai. A questi si vanno ad aggiungere i contratti di somministrazione che non sono stati rinnovati. «Tutto questo è sicuramente causato dal forte calo di vendite nel settore, soprattutto nel mercato europeo e non solo, ed anche le previsioni per il 2023 sono molto caute, per quanto in miglioramento per il sito marchigiano», specifica Pullini. La Fiom di Ancona ritiene importantissima «la conferma degli investimenti previsti, così come l’entrata a regime delle “zero immissioni” per lo stabilimento di Cerreto D’Esi e dichiara fin d’ora che l’unica strada percorribile per la gestione di qualsiasi esubero è l’uso degli ammortizzatori sociali conservativi con eventuale previsione di uscite volontarie, favorendo soprattutto chi può raggiungere i requisiti pensionistici nel corso dei due anni. È fondamentale la messa in sicurezza delle fabbriche dell’elettrodomestico senza che si verifichino traumi sociali ed occupazionali», conclude Pullini.

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