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Fabriano

Electrolux: guerra e mancanza di materie prime, calo di volumi. Ma non a Cerreto D’Esi

Il sito cerretese si avvia ad essere il primo al mondo per la multinazionale svedese a emissioni zero. La Fiom, tramite il responsabile per il territorio, Pierpaolo Pullini, chiede che si proceda alla stabilizzazione di circa 30 lavoratori in somministrazione

La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi
La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi

CERRETO D’ESI – Anche Electrolux soffre a causa del conflitto russo-ucraino, perdita stimata pari a -8,7% in termini di volumi nel mercato europeo, prevalentemente nei mercati dell’Est. A questo si aggiunge la difficoltà di reperimento delle materie prime e delle componentistiche che portano ad un significativo aumento dei prezzi. Per quel che riguarda Electrolux Italia la perdita di volumi è stimata nell’ordine del -4%. Ma per lo stabilimento di Cerreto D’Esi è programmata la produzione di 136.000 cappe, quindi completamente in linea con il 2021, a dimostrazione dell’importanza e delle centralità della fabbrica cerretese, con un organico di 108 operai e 96 impiegati, nelle strategie della multinazionale. Questi i numeri resi noti dalla multinazionale svedese durante l’incontro con i sindacati per illustrare l’andamento dell’ultimo anno fiscale e per le previsioni 2022/2023. Centralità dimostrata anche dall’importante quota di investimenti previsti, circa 3,6 milioni di euro che serviranno a sviluppare ulteriormente sia i processi che i prodotti. È inoltre importante ricordare che il sito del territorio fabrianese, sarà il primo del mondo del gruppo Electrolux ad “emissioni zero”, quindi completamente sostenibile da un punto di vista energetico ed in linea con la policy della multinazionale dell’alta sostenibilità ambientale.

«A fronte di questo palese consolidamento della fabbrica, delle capacità professionali e delle alte competenze delle persone che ci lavorano, la Fiom di Ancona – dichiara Pierpaolo Pullini responsabile per il distretto industriale di Fabriano – ritiene indispensabile aprire al più presto una discussione finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato delle lavoratrici e lavoratori in somministrazione, attualmente circa 30 persone, al fine di creare occupazione stabile, percorso già iniziato con la firma dell’ultimo contratto integrativo di gruppo, che nell’interesse di tutti, deve assolutamente essere ripreso ed implementato e che ha visto la stabilizzazione di 17 operai», conclude Pullini.