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Fabriano

Electrolux: aumentano volumi e dipendenti a Cerreto D’Esi

Una previsione di 100mila cappe entro fine anno che comporterà il ricorso a oltre 50 lavoratori interinali. La Fiom chiede che alla crescita della produzione corrisponda quella del lavoro stabile

La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi
La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi

CERRETO D’ESI – Incremento significativo dei volumi prodotti nello stabilimento Electrolux di Cerreto D’Esi, ex Best. Una previsione di 100mila cappe entro fine anno che comporterà il ricorso a oltre 50 lavoratori interinali. La Fiom, tramite il responsabile del distretto fabrianese, Pierpaolo Pullini, chiede che alla crescita di volumi corrisponda la crescita di lavoro stabile.

Si è svolto in presenza ieri, 11 settembre, il coordinamento nazionale fra sindacati di categoria – Fim, Fiom, Uilm – e i vertici della Electrolux. Un dato positivo su tutti è emerso e riguarda lo stabilimento di Cerreto D’Esi dove sono occupati circa 300 lavoratori, fra operai e impiegati. «Alla ripresa delle attività dopo il lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19, lo stabilimento di Cerreto D’Esi rappresenta un unicum in tutto il gruppo. Infatti, viene superato il budget previsto, che era già ambizioso», hanno fatto sapere dalla multinazionale. In pratica, nonostante la pandemia da Coronavirus si supera l’asticella rispetto allo scorso anno per la produzione di cappe del segmento alto di gamma. Già nel 2019, rispetto al 2018, vi era stato un incremento significativo, tanto da indurre la Electrolux a fissare un’asticella molto alta per il 2020, intorno ai 75 mila pezzi annui. Ebbene, a luglio, questo dato era stato già incrementato di molto passando a 84mila pezzi annui. Ora, addirittura, si va oltre e lo si è fissato a 100mila pezzi entro fine anno.

L’incremento è dovuto prevalentemente a una crescita di mercato, ma anche a processi di insourcing, internalizzazioni. Sarà necessario il ricorso a una quota di straordinario da contrattare in stabilimento e si sta ricorrendo all’utilizzo di circa 50 persone in somministrazione. La Fiom di Ancona e la Rsu di stabilimento «ritengono indispensabile la creazione di occupazione stabile, continuando la discussione fin qui intrapresa con il ricorso allo staff leasing e con l’intesa di costruire un bacino di riferimento per le future stabilizzazioni, valorizzando le competenze del territorio e la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Resta fondamentale continuare il confronto su investimenti e organizzazione del lavoro affinché la crescita dello stabilimento sia un’opportunità per la multinazionale, per tutto il comprensorio senza ricadute negative sulla condizione delle persone», scrivono in una nota Enrico Morettini, Pierpaolo Pullini e Tiziano Beldomenico.