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Fabriano

Vertenza Whirlpool: la Uilm di Ancona critica le esternazioni di Confindustria

Il sindacato di categoria ritiene inaccettabili le dichiarazioni fatte dal presidente Claudio Schiavoni sulla bontà del percorso fatto dalla multinazionale americana dopo l'acquisizione di Indesit sia a Fabriano che a Comunanza

FABRIANO – Confindustria Marche si schiera al fianco della Whirlpool nella vicenda di Napoli e ricorda il ruolo strategico della multinazionale per le Marche, Fabriano e Comunanza in primis. Secca e dura, la replica della Uilm di Ancona che elenca tutte le difficoltà che si sono riscontrate da quando la Whirlpool ha acquistato la Indesit di Fabriano. Un botta e risposta che prelude a un possibile muro contro muro anche nella regione marchigiana.

«La Segreteria Uilm Ancona ritiene inaccettabili le dichiarazioni fatte dal presidente di Confindustria Marche, Claudio Schiavoni, sulla bontà del percorso fatto da Whirlpool dopo l’acquisizione di Indesit. Nei fatti, l’azienda non solo ha disatteso il progetto industriale firmato un anno fa al Mise annunciando la chiusura dello stabilimento di Napoli, ma anche a Fabriano ha disilluso le aspettative di quel piano non riuscendo ad arrivare ai volumi produttivi dichiarati nello stabilimento di Melano e soprattutto delocalizzando funzioni impiegatizie che nell’accordo dovevano rimanere sul territorio ma che di fatto sono state trasferite all’estero», il j’accuse del sindacato di categoria.

Anche per Comunanza ci sono delle rimostranze. «Al presidente di Confindustria centro Adriatico Simone Mariani, vorremmo chiedere se conosce le preoccupazioni dei lavoratori di Comunanza rispetto al futuro di quel sito, preoccupazioni che si accomunano a quelle dei lavoratori fabrianesi perché se passa la volontà di chiudere Napoli, tutti gli altri siti italiani potrebbero fare la stessa fine nel futuro», si legge nella nota sindacale.

In coda, la Segreteria della Uilm di Ancona specifica le richieste, ribadendole a chiare lettere. «Vogliamo il rispetto degli accordi, Napoli continui a fare lavatrici, fermare la delocalizzazione di settori impiegatizi della sede di Fabriano e, soprattutto, si mettano in campo strumenti atti ad aumentare i volumi produttivi in modo da saturare al 100% i lavoratori di Melano».