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Fabriano

Fabriano: Indelfab (ex JP), lettera Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali

Intanto, domani pomeriggio 8 settembre, video conferenza fra azienda, sindacati di categoria e le sottosegretarie al Mise, Alessia Morani e Alessandra Todde

Mons. Francesco Massara, Vescovo diocesi Fabriano-Matelica e Camerino-San Severino Marche

FABRIANO – «Dalla collaborazione di tutti una via di uscita per la crisi della ex JP Industries di Fabriano», questa la presa di posizione della consulta delle Aggregazioni laicali Diocesi di Fabriano-Matelica che invita tutti, pubblico e privato, a fare la propria parte. Intanto, domani pomeriggio 8 settembre a partire dalle 15, video conferenza fra azienda, sindacati di categoria e le sottosegretarie al Mise, Alessia Morani e Alessandra Todde.

«Come Consulta del laicato cattolico ci sentiamo fortemente solidali con i lavoratori della Indelfab di Fabriano (ex JP Industries) in estrema difficoltà. In questo periodo particolare, è arrivata l’ultima delle crisi che mina la nostra comunità e il nostro tessuto sociale, ma soprattutto la serenità dei 583 lavoratori dell’Indelfab. La proprietà ha infatti unilateralmente annunciato che entro metà dicembre licenzierà in massa i suoi lavoratori, se non interverranno nuove positive notizie», si legge in una nota.

Pertanto, dopo l’appello del Vescovo della diocesi Fabriano-Matelica, mons. Francesco Massara, «vogliamo chiedere a tutti coloro che possono cambiare questa situazione di trovare una soluzione duratura a questa crisi, facendo leva sulla responsabilità politica e sociale e sull’etica d’impresa. Tra le cause della crisi vi sarebbero l’irrigidimento del sistema bancario nell’erogazione dei fondi, la contrazione del mercato degli elettrodomestici e il congelamento degli ordini, causa pandemia da Coronavirus. Da parte delle istituzioni ci si aspetta allora di esplorare tutti i percorsi possibili e praticabili, rispettosi dei diritti del lavoro e della dignità umana, che sono scritti nel cuore dell’uomo, ma anche nella nostra Carta Costituzionale».

Si ricorda come il lavoro sia un diritto e un dovere riconosciuto dalla Costituzione, in particolare negli articoli 3 e 4. «Si tratta dunque di rispettare la dignità dei lavoratori e di tener conto del contenuto etico dell’occupazione, che non può mai essere sostituito da sussidi temporanei i quali, sebbene necessari, non favoriscono il pieno sviluppo della persona umana. Gli imprenditori devono poter continuare a essere, aiutati dallo Stato e dall’Europa, quei soggetti economici innovativi che per loro natura assumono dei rischi. Essi, attraverso le loro capacità, come lo spirito di iniziativa ed il coraggio, possono far sì che l’impresa incida in maniera significativa sullo sviluppo economico e sociale di un determinato territorio. L’impresa non è soltanto un capitale in grado di produrre un profitto, dei macchinari che danno lavoro a delle persone o un servizio di beni ai consumatori, è soprattutto una comunità di persone.

È possibile coniugare profitto, che non sia esclusivamente quello derivante dai mercati finanziari, efficienza e solidarietà. «L’attività d’impresa ha infatti per sua natura la capacità di favorire una crescita economica che sia inclusiva e solidale e può ancora essere un volano di sviluppo delle città delle società e dei popoli, producendo lavoro, beni, innovazione, benessere, inclusione. È auspicabile dunque che, in questo nostro territorio, coloro che hanno risorse e capacità imprenditoriali e sono dotati di spirito di solidarietà e buona volontà collaborino insieme per improntare nuove attività lavorative, che siano in grado di far risorgere un distretto industriale e una città che sarebbero altrimenti destinati ad una lenta, ma continua decrescita infelice», concludono dalla consulta delle Aggregazioni laicali Diocesi di Fabriano-Matelica.