Gruppo Fedrigoni, i dipendenti di Fabriano pronti allo stato di agitazione

Le sigle sindacali hanno annunciato la possibilità di azioni eclatanti se non ci saranno risposte dalla proprietà sulle problematiche del segmento “Sicurezza e Banconote”

Lo stabilimento delle Cartiere Miliani a Fabriano
Lo stabilimento delle Cartiere Miliani a Fabriano

FABRIANO – I dipendenti degli stabilimenti di Fabriano del Gruppo Fedrigoni, ex Cartiere Miliani, sono pronti a proclamare lo stato di agitazione, con annesse iniziative sindacali all’altezza della situazione di preoccupazione che va avanti da alcune settimane, se non ci saranno risposte dalla proprietà in merito alla questione della produzione del segmento “Sicurezza e Banconote”. Ad annunciarlo, in modo unitario, le Rsu dei siti produttivi fabrianesi di Vetralla e Rocchetta, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

«Forte preoccupazione per la difficile congiuntura nel mercato delle banconote e, in particolare, dell’assoluto silenzio della proprietà, che anziché aprire un confronto tra le parti, preferisce intervenire solo per mezzo stampa»: questo il j’accuse delle parti sociali che hanno avviato un giro di consultazione con i lavoratori attraverso assemblee nei siti dell’area di Fabriano.

Il riferimento è relativo al fatto che, come dichiarato dall’Ad Marco Nespolo, le commesse in essere permettono di poter lavorare in tranquillità fino all’autunno. Anche se, per prolungare questo lasso di tempo, si sta procedendo a una riorganizzazione produttiva. Vale a dire uno stop alla catena di produzione per due giorni a settimana a partire da metà mese e, mai accaduto in precedenza, ben tre settimane di ferie ad agosto.

Tutto ciò ha messo in allerta lavoratori e sindacati. È «emersa con forza la necessità, non più prorogabile, di conoscere il piano industriale e le reali volontà della proprietà, in relazione alle prospettive del gruppo e dell’area Marche in particolare. Le voci e le notizie più o meno attendibili, che si rincorrono in questi giorni spesso anche in contrasto tra loro, non fanno che alimentare maggiormente uno stato di assoluta precarietà e malessere tra i lavoratori. Un clima, peraltro, appesantito anche dalla contrazione produttiva e salariale, che a brevissimo si ripercuoterà sui lavoratori della linea banconote, coinvolgendo anche alcune decine di ragazzi a contratto determinato, che vedranno terminata la loro esperienza di lavoro».

Un quadro preoccupante che potrebbe evolversi anche attraverso azioni eclatanti. «la Rsu e i lavoratori rivendicano immediatamente un tavolo di confronto con la proprietà, come da art. 7 del Ccnl già chiesto peraltro più volte dalle segreterie nazionali di categoria. L’assenza di risposte, nell’immediato, darà il via allo stato di agitazione che impegnerà le organizzazioni sindacali, Rsu e soprattutto i lavoratori di Fabriano e Rocchetta, in iniziative sindacali all’altezza della pesante situazione».