Sassoferrato: Ai nastri di partenza la 69° edizione della Rassegna Salvi

Uno degli appuntamenti più longevi e che vanta una prestigiosa tradizione artistica regionale e non solo, realizzata grazie al sostegno della Regione Marche e della Fondazione Cassa Di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e con la fattiva collaborazione dell’Università di Urbino

Un'opera di Maurizio Mercuri

SASSOFERRATO – Si inaugura oggi, alle 17, nella prestigiosa location del Palazzo degli Scalzi a Sassoferrato, la 69° edizione della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio G.B. Salvi. Uno degli appuntamenti più longevi e che vanta una prestigiosa tradizione artistica regionale e non solo, realizzata grazie al sostegno della Regione Marche e della Fondazione Cassa Di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e con la fattiva collaborazione dell’Università di Urbino. «Avverto un forte senso di responsabilità nel dover organizzare, insieme ai colleghi della Giunta, un evento di così alto prestigio», le parole del sindaco, Maurizio Greci.

Si può affermare che la Salvi ha segnato la storia recente di Sassoferrato, della quale rappresenta uno dei tratti distintivi. Grazie ad essa, in particolare per i suoi alti contenuti culturali ed artistici espressi in tanti anni, Sassoferrato si è imposta come punto di riferimento centrale nel campo delle arti visive a livello regionale. «Una Rassegna che pone l’accento sul futuro – sostiene l’assessore alla Cultura, Lorena Varani –  grande la partecipazione di giovani autori italiani ed europei, sapientemente coordinati da un giovane curatore, Riccardo Tonti Bandini,  al quale va il merito di aver voluto ampiamente valorizzare il patrimonio artistico di Sassoferrato inserendo nel percorso espositivo  alcune opere di valore della grande collezione ottenuta con le acquisizioni avvenute del corso della lunga storia della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio G.B. Salvi, custodite presso il Mam’s e la Raccolta “Incisori Marchigiani” che attraversa cinque secoli di storia calcografica della nostra regione, realizzata grazie alla generosità della famiglia Pagliarini«.

Dunque, una Rassegna che coniuga tradizione e futuro, valorizzazione del territorio e promozione attraverso antiche e nuove collaborazioni e che, anche grazie a tutto il personale del comune di Sassoferrato che ogni anno la organizza e allestisce con passione e competenza, sarà tutta da scoprire. Nuove e rilevanti le collaborazioni con la Fondazione “Il Bisonte” di Firenze e con l’Accademia Raffaello di Urbino, consolidate quelle con la FIAF (Face Photo News) e il Premio Mannucci di Arcevia, da sottolineare inoltre che la formazione per i laboratori didattici, istituiti per l’evento, è stata fatta in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero.

L’edizione 2019 si presenta ricca della sua offerta artistica, componendosi di ben tre sezioni: i maestri dell’arte marchigiani invitati per la circostanza: Teresa Marasca, Maurizio Mercuri e Sandro Trotti; il premio dedicato ai giovani artisti italiani e la sezione Piccola Europa che ospita gli artisti delle più prestigiose Accademie Europee, mostrando le nuove tendenze artistiche, i nuovi linguaggi espressivi di professionisti di consolidata esperienza e di giovani talenti. Altre caratteristiche che contraddistinguono quest’anno la Rassegna, sono gli accresciuti spazi espositivi, che coinvolgono strutture del Rione Borgo e del Castello e una nuova rete di collaborazioni. Cinque sono le sedi espositive realizzate, collegate a loro volta con una ampia rete di Premi e Musei di Arte Contemporanea anche al di fuori della Regione. Una nuova valorizzazione e promozione, dunque, per la 69° edizione e per i luoghi che rappresentano ancora oggi la ricchezza di Sassoferrato, testimoniata dall’inserimento nel 2017 tra i Borghi più Belli d’Italia.

Le opere esposte saranno visitabili fino al 3 novembre: venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 15:30 alle 18:30; lunedì, martedì, mercoledì e giovedì visite su prenotazione, nelle sedi del Palazzo della Pretura, del Palazzo degli Scalzi, di Palazzo Oliva, della Chiesa di San Giuseppe, e della Chiesa di San Michele Arcangelo.