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Fabriano

Cultura e Musei a Fabriano, il punto del Sindaco Santarelli

Due le criticità che il Primo cittadino non nasconde: il museo delle Biciclette e quello del Pianoforte, oltre alla poca propensione dei fabrianesi a visitare gratis le mostre

Il sindaco di Fabriano
Il sindaco di Fabriano

FABRIANO – L’anno record delle strutture museali di Fabriano induce al massimo ottimismo per il futuro nel campo della promozione culturale. L’Amministrazione comunale, infatti, sta pensando di organizzare mostre e/o esposizioni che, ad anni alterni, possano valorizzare ora il museo della Carta e della Filigrana e ora la Pinacoteca civica Molajoli. «Questo per dar vita a un sistema complessivo e integrato», ha evidenziato e annunciato l’assessore comunale con delega alla Cultura, Ilaria Venanzoni.

Gli ha fatto eco, anche, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, che non ha però nascosto alcune criticità. «I numeri delle presenze e degli introiti del museo della Carta e della Filigrana sono assolutamente ottimi. Così come quelli della Pinacoteca civica. Su quest’ultimo dato vorrei soffermarmi. Soltanto 4mila fabrianesi hanno visitato gratuitamente la mostra su Gentileschi. Abbiamo deciso come Giunta di non far pagare l’ingresso ai residenti proprio per aumentare la cultura e la conoscenza dei nostri tesori. Forse, su questi numeri occorre una riflessione in più che certamente faremo».

Ci sono altri due nodi legati ad altrettante strutture museali ai quali il primo cittadino di Fabriano non si sottrae. Il primo riguarda il museo dei Mestieri in Bicicletta. Una collezione di proprietà di Luciano Pellegrini che ha attirato l’attenzione di tanti appassionati e curiosi, riuscendo ad arrivare a 7mila visitatori l’anno. Ma ora rischia di chiudere. «Certamente i bilanci non sono rosei. Eravamo riusciti a trovare soggetti interessati per la gestione. Ma alla fine, la cooperativa in questione non ha trovato l’accordo con il proprietario. Quindi resta a rischio chiusura. Gli incassi rispetto al pagamento dell’affitto, che sarebbe anche sceso, e le spese di gestione, non sono coperte dagli incassi. Il rapporto con il proprietario non è facilissimo e, quindi, se non accade qualcosa di nuovo, entro un mese dovrebbe chiudere».

La seconda questione riguarda il museo del Pianoforte Storico e del Suono al San Benedetto, collezione di Claudio e Valerio Veneri. «Anche in questo caso, non riusciamo proprio a parlare con i proprietari se non tramite i legali. Crediamo tanto nelle potenzialità di questo museo, volevamo prenderci la gestione, ma non sembrano esserci le possibilità. Una difficoltà nei rapporti importante, abbiamo saputo il giorno prima della loro partecipazione al festival Rossini di Pesaro e, sempre il giorno prima, quando sono rientrati. Questa la dice lunga sui rapporti attuali. Però, vorrei chiarire che l’immobile non è inagibile a causa del sisma, ma servono solo alcuni lavori di rifinitura. Da parte nostra c’è sempre stata apertura e volontà di dialogo, come dimostra l’attivazione dell’Art-bonus che abbiamo fatto su loro richiesta per il pianoforte storico che è nel Foyer del Teatro Gentile. Gli avevo lanciato anche l’idea di organizzare uno spettacolo con 4/5 pianoforti in tutti i teatri delle Marche per rendere visibile la collezione e farsi conoscere, oltre naturalmente attirare più turisti. Ma anche questa proposta non sembra essere stata colta dai proprietari», conclude Santarelli.

Quindi, anche questo museo potrebbe essere a rischio, ma si cercherà di lavorare affinché si possa trovare un accordo. «Questo perché siamo molto propensi a sviluppare sempre di più il comparto turistico e culturale».