Riprende a singhiozzo la produzione alla JP Industries di Fabriano

A Santa Maria e Maragone sono tornati al lavoro circa 120 operai sugli oltre 300, fino al prossimo 27 novembre, ma non tutti i giorni della settimana per problemi di fornitura strategica. A Gaifana, in Umbria, si lavorerà fino al prossimo 4 novembre

Lo stabilimento della JP Industries
Lo stabilimento della JP Industries

FABRIANO – Si torna al lavoro alla JP Industries di Fabriano, ma non a pieno regime e, soprattutto, per due mesi soltanto. Era una condizione necessaria per proseguire sulla strada del concordato preventivo con riserva. Il countdown, intanto, prosegue e a fine dicembre – salvo ulteriori proroghe – scadrà il salvagente della cassa integrazione. Uno spettro di una nuova ecatombe occupazionale per Fabriano sembra proprio dietro l’angolo.

«La ripresa dell’attività produttiva è necessaria per avviare il concordato. Ma restano tutte le incognite relative al piano di ristrutturazione del debito, circa 25 milioni di euro, con tutto ciò che ne consegue in termini di mantenimento dei livelli occupazionali», dichiarano i rappresentanti di Fabriano di Fiom, Fim e Uilm.

Per questo mese e gran parte di novembre, si torna a produrre alla JP Industries. Nei siti di Fabriano, Santa Maria e Maragone, sono tornati al lavoro circa 120 operai sugli oltre 300. Fino al prossimo 27 novembre, ma non tutti i giorni della settimana per problemi di fornitura strategica, si evaderà una commessa per la produzione di elettrodomestici. A Gaifana in Umbria, invece, si lavorerà fino al prossimo 4 novembre, sempre a singhiozzo e per produrre circa 20mila pezzi.

«Ciò che allarma maggiormente è la questione legata al piano di ristrutturazione del debito che abbiamo chiesto ai commissari giudiziali di redigere in fretta. Altrimenti, non sarà possibile avanzare la richiesta di proroga della cassa integrazione che scadrà a fine anno. Ma per chiedere un’ulteriore proroga, occorre che vi siano solide basi produttive e, quindi, che l’azienda di Fabriano possa andare avanti attraverso risorse dell’imprenditore», evidenziano le parti sociali.

A metà ottobre dovrebbe essere convocato un summit fra sindacati e l’imprenditore cerretese, Giovanni Porcarelli, alla presenza degli stessi commissari Simona Romagnoli e Guido Paolucci. Nel frattempo, si spera, che possa essere riconvocato a breve anche il tavolo ministeriale al Mise «per poter verificare gli spazi di manovra esistenti a livello governativo», concludono Fiom, Fim e Uilm.