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Fabriano

Coronavirus: incontro a Fabriano sul cluster della casa di riposo Santa Caterina

Decessi all’interno della residenza protetta sui quali occorre fare chiarezza. Riunione voluta dai sindacati sull'argomento

Fabriano
L'ingresso della Residenza protetta Santa Caterina

FABRIANO – Decessi all’interno della residenza protetta di Santa Caterina, parla il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, mentre tace, nonostante i solleciti telefonici, la direzione dell’Area Vasta 2. Lo farà certamente domani, 10 novembre, visto che Cgil-Cisl-Uil territoriali sono riuscite a ottenere un incontro sull’argomento. «In seguito alla situazione pandemica della Residenza protetta Santa Caterina, dove sono deceduti 10 pazienti, e in seguito alle dichiarazioni di alcuni famigliari dove denunciavano disidratazione e mal nutrizione dei loro parenti deceduti, abbiamo richiesto e ottenuto un incontro urgente con il Sindaco di Fabriano Santarelli, il Direttore di Area Vasta 2 Guidi, il Direttore della RP Santa Caterina Ballelli ed il Coordinatore dell’ambito 10 Pellegrini. Riteniamo importante questo incontro per la tutela ed il diritto alla salute degli ospiti della Residenza protetta», scrivono le parti sociali in una nota. L’incontro si svolgerà in Comune alle 11:30

Oltre dieci decessi fra gli ospiti della residenza protetta fabrianese dove è attivo da settimane un focolaio da Coronavirus, infettati 52 su 55 ospiti, oltre a 30 dipendenti – compresi gli operatori sanitari – su 40. Si è provato a tamponare la situazione con arrivi di Oss, infermieri e medici dell’Usca. Ma, purtroppo, il tutto non sembra funzionare e i decessi si susseguono da giorni.

«In questi giorni non ho mai mancato di aggiornare la situazione generale e soprattutto della RSA Vittorio Emanuele II parlando anche direttamente con le famiglie degli utenti e continuerò a farlo. Parallelamente continuo con le relazioni con le istituzioni, Ministero, Regione e ASUR per rappresentare le esigenze e avere informazioni su come si stanno muovendo», scrive su Facebook il Primo cittadino di Fabriano, Gabriele Santarelli.

«Gli utenti/pazienti positivi nelle strutture di Residenza per anziani non possono essere portati negli ospedali per mancanza di posti letto e per questo vengono assistiti come meglio si può all’interno delle strutture stesse grazie allo sforzo sovrumano di infermieri, medici e OSS costretti a turni massacranti. Questa è la situazione che stiamo vivendo. Da 12 giorni mi sto occupando solo di questo senza più rispondere nemmeno al telefono se non per parlare con la direzione sanitaria, il Ministero o la Regione, con il prezioso supporto del nostro senatore, Sergio Romagnoli e della consigliera regionale Simona Lupini, ma la coperta è corta e non ci sono grossi margini di manovra», evidenzia Santarelli.

Non si vuole fare allarmismo, «ma qui si tratta di capire bene la criticità della situazione e smetterla di inventarsi esperti virologi e di commentare e contestare qualsiasi restrizione che ci viene imposta. Nel nostro Paese purtroppo la parola “prevenzione” è sempre stata piuttosto antipatica e assente. Le restrizioni che ci sembrano assurde sono misure necessarie a prevenire possibili scenari peggiori. Il prossimo ad avere bisogno di un posto letto che non c’è potrebbe essere uno chiunque di noi o una persona a noi cara. In fondo è sufficiente rispettare solo poche e semplici regole facendo attenzione sia agli ambienti domestici che a quelli esterni senza per forza dover rinunciare a fare una vita normale. Mando un forte abbraccio e le mie più sincere e sentite condoglianze alle famiglie degli ospiti della RSA Vittorio Emanuele II deceduti negli ultimi giorni», conclude il sindaco di Fabriano.

Dalla direzione dell’Area Vasta 2, invece, silenzio, per il momento e nonostante i tentativi effettuati per sollecitare una nuova presa di posizione in merito a questa triste vicenda che sta duramente colpendo la città di Fabriano. Domani, però, nell’incontro con i sindacati, una dichiarazione dovrebbe essere rilasciata.