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Fabriano

Coronavirus, il focolaio alla Residenza protetta di Santa Caterina è approdato in Consiglio regionale

Botta e risposta fra la consigliera regionale del M5S, Simona Lupini, e l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini sul cluster da coronavirus della casa di riposo

Fabriano
L'ingresso della Residenza protetta Santa Caterina

FABRIANO – Il cluster da coronavirus della Residenza protetta di Santa Caterina a Fabriano approda in consiglio regionale grazie a un’interrogazione a risposta immediata presentata dalla consigliera regionali del Movimento 5 Stelle, la fabrianese Simona Lupini. Nella struttura della città della carta da settimane è attivo un focolaio da coronavirus: infettati inizialmente 52 su 55 ospiti, oltre a 30 dipendenti – compresi gli operatori sanitari – su 40.

Nel frattempo è stato integrato nuovo personale, ma purtroppo ci sono stati anche deceduti, 14, di cui almeno 5 con Covid accertato. Fortunatamente sono arrivati anche i primi tamponi negativi, cinque ospiti sono riusciti ad avere la meglio sulla malattia. Ma ci sono anche due denunce presentate dai familiari di altrettanti deceduti che vogliono si faccia chiarezza.

Dunque, una situazione molto complicata che ancora deve avere gli esatti contorni chiariti definitivamente. «La Residenza protetta Santa Caterina in Fabriano è diventata, ormai da diversi giorni, un focolaio Covid-19 – scrive nell’interrogazione Simona Lupini, vicepresidente della commissione Sanità e Politiche sociali -. Nella struttura infatti oltre 50 anziani hanno riscontrato la positività al virus, e tra questi si sono verificati purtroppo anche alcuni decessi. Per i casi più gravi, i medici dell’Usca chiamati a intervenire hanno scritto una lettera formale chiedendo l’immediato ricovero, poi non avvenuto. Per questo, oggi in consiglio regionale, ho presentato una interrogazione a risposta immediata all’assessore alla Sanità della Regione Marche per fare chiarezza sulla vicenda, sia sui motivi dei mancati ricoveri, sia sulla gestione delle criticità sanitarie, per le quali peraltro sono state presentate alcune denunce, anche dai famigliari degli utenti deceduti».

La risposta, in aula, è stata fornita dall’assessore con delega alla Sanità, Filippo Saltamartini. «La struttura ha 71 posti letto autorizzati. La direzione Asur ha fatto intervenire i medici di famiglia dell’Usca. Sono stati impegnati gli specialisti del Distretto, geriatri, nutrizionisti e 118. È stato garantito, a ciascun ospite, un setting assistenziale particolarmente appropriato. Un paziente negativo è stato trasferito nella Rsa, altri sono stati ricoverati all’ospedale di Fabriano. Per i restanti adeguata assistenza nella Residenza Protetta. Al momento ci sono 36 ospiti presenti di cui 33 positivi, nessuno con febbre, 12 casi con dissenteria sono stati risolti, due ospiti trattati con antibiotici per infezione urinaria». Nella giornata di oggi, 18 novembre, saranno eseguiti tamponi di controllo a tutti gli ospiti, come riferisce l’assessore.

La replica della consigliera del M5S non si è fatta attendere. «La risposta dell’Assessore non è stata soddisfacente in merito ai motivi che hanno portato al mancato ricovero degli anziani in condizioni più gravi, così come richiesto dagli stessi medici dell’Usca. Tutta la vicenda, invece, merita la massima trasparenza, non è possibile, infatti, che si sia arrivati a questa situazione, anche considerando che la seconda ondata era ampiamente prevista. Auspicando ovviamente che le condizioni delle decine di anziani positivi ancora ospiti della Residenza protetta vadano verso un progressivo miglioramento, chiedo quindi che il Presidente Acquaroli faccia chiarezza sull’accaduto, anche per smentire le ipotesi che danno la mancanza di posti nelle strutture ospedaliere Covid come causa del mancato ricovero. Inoltre è necessario che vengano emanate delle linee guida per la gestione di focolai nelle strutture residenziali, con un protocollo chiaro e puntuale, anche per disporre l’eventuale immediata presa in carico degli utenti, affinché non si ripetano più le gravi situazioni come quella accaduta nella Residenza Protetta di Fabriano», ha concluso la consigliera Lupini.