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Fabriano

Coronavirus: Fiom chiede più controlli nelle aziende anche con sovvenzioni pubbliche ai privati

La zona dell’entroterra della provincia di Ancona risulta in questa fase tra le più colpite. Da qui il forte invito del responsabile sindacale per il distretto economico di Fabriano, Pierpaolo Pullini

fabbrica legno
Foto di ekenamillwork da Pixabay

FABRIANO – «La Fiom valuta indispensabile che le aziende del territorio di Fabriano, tra cui i colossi industriali tra i maggiori a livello mondiale, individuino i percorsi più adeguati di screening e tracciatura dei propri dipendenti per garantire la salvaguardia delle stesse aziende, nel momento di massima risalita della curva dei contagi da Coronavirus, mettendo così le persone in condizioni di maggiore sicurezza e tranquillità, valutando gli strumenti migliori che sono a disposizione nello specifico momento, sempre e comunque nel rispetto della privacy delle persone». Questo il forte invito che il responsabile sindacale della Fiom per il distretto economico di Fabriano, Pierpaolo Pullini, rivolge alla classe imprenditoriale.

Ma non solo, Pullini «chiede con forza l’intervento del Pubblico a supporto di questo progetto e di tutte le parti che si metteranno a disposizione e in questo diventa decisivo il ruolo delle Istituzioni a cui è delegata la gestione della sanità, attraverso convenzioni e/o sovvenzioni nei confronti delle imprese che sono chiamate a svolgere un ruolo di utilità pubblica e sociale e che, quindi, vanno incentivate a farlo».

La zona dell’entroterra della provincia di Ancona e, in particolar modo, il territorio Fabrianese risulta in questa fase tra le più colpite, «con i dati dell’andamento dei contagi tra i peggiori che vengono registrati e la cosa sicuramente riguarda tutti: nei posti di lavoro si verificano situazioni diversificate e solo le aziende finanziariamente più forti monitorano la totalità dei loro dipendenti mentre lo stessa possibilità non viene garantita a tutto il resto della popolazione lavorativa del territorio, ma si interviene solo su specifici casi». Per questo, occorre tenere alta la guardia.

Pierpaolo Pullini

«Riteniamo che adesso si entri in una fase diversa, dove i protocolli condivisi restano un punto fermo da cui partire e pratiche imprescindibili per poter lavorare, ma che necessitano di ulteriori implementazioni, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei casi di positività, di quarantene derivanti dai contatti tra persone, e di prevenzione. I protocolli condivisi hanno permesso la continuità produttiva, adesso si facciano scelte ancora più importanti ed il Pubblico supporti il lavoro in questa difficilissima battaglia. Dobbiamo tutti insieme farci carico di gestire questa difficilissima e imprevedibile situazione: le lavoratrici e i lavoratori fino ad oggi hanno dato massima disponibilità ed hanno fatto la loro parte, anche durante la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria dove abbiamo scoperto essere definite/i essenziali. Adesso chiediamo alle Istituzioni e alle aziende un impegno straordinario all’altezza di quello che il lavoro rappresenta nel e per il Paese, che metta al centro la sicurezza e la tranquillità delle persone che lavorano e delle loro famiglie, in nome di un interesse collettivo che tutti insieme siamo chiamati a rappresentare dentro l’emergenza», conclude Pullini.