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Fabriano

Consiglio Comunale il giorno dopo

Dopo la prima Assise civica, maggioranza e opposizione hanno avuto frizioni, ma si è anche intravista una forma di collaborazione. Considerazioni a mente fredda sullo stato di salute della politica locale

Il Sindaco e la Giunta di Fabriano

FABRIANO – Il day after il primo consiglio comunale ha lasciato una serie di considerazioni che potrebbero essere indicative sulla legislatura appena iniziata. Sia in maggioranza che nelle opposizioni.

Giuseppina Tobaldi, presidente del Consiglio comunale

Sono partiti a mille, quelli del Movimento 5 Stelle, ed è assolutamente giustificabile che non tutti i tasselli si siano incastrati nel verso giusto. La bagarre scaturita dall’elezione allo scranno più alto dell’Assise civica di Giuseppina Tobaldi potrebbe aver incrinato il rapporto che si voleva instaurare con le opposizioni. Nulla di irreparabile, come infatti si è mostrato subito dopo.

I consiglieri pentastellati hanno peccato di ingenuità e non sono stati certo supportati a dovere dalla struttura comunale, si legga Segretario comunale. Da questo punto di vista il lavoro che si prospetta innanzi al vicesindaco, Joselito Arcioni, dovrà essere capillare. Infatti, se il Segretario comunale avesse detto alla presidente, Stefania Santarelli, che la richiesta di sospensione della seduta avanzata da Vinicio Arteconi doveva essere immediatamente messa in votazione senza ulteriori interventi, non sarebbe stata data la parola alla consigliera Sara Marinucci e il nome della Tobaldi non sarebbe stato avanzato prima che le opposizioni ne avessero parlato fra di loro.

Ci si sarebbe, quindi, risparmiato ciò che è accaduto successivamente, quando cioè le opposizioni hanno, comprensibilmente, deciso di non partecipare alle votazioni per l’elezione del presidente dell’Assise civica. Un gesto forte che, certamente, non ha fatto iniziare questa legislatura sotto una buona stella. Ma, l’episodio può essere derubricato nella categoria incidente di percorso iniziale. Ma a prescindere da questo disguido, di cui è stata fatta pubblicamente ammenda seppur all’insegna del giusto ridimensionamento, sarebbe stata eletta ugualmente Giuseppina Tobaldi. E non per una questione di equilibri interni o occupazione di poltrone, bensì per non voler alimentare le voci di “inciuci”. Aspetto, quest’ultimo che, con opportune spiegazioni, si sarebbe comunque potuto evitare puntando tutto sulla discontinuità.

La maggioranza

La maggioranza, come detto, è partita a spron battuto e intende mantenere un’alta velocità di crociera. Lo stesso sindaco, Gabriele Santarelli, ha più volte ribadito che l’intenzione è quella di costruire un dialogo continuo con la città e, quindi, con le forze di opposizione. Alle parole, questa volta, non sono seguiti i fatti, come evidenziato sempre da Fabriano Progressista, ma la situazione è stata ampiamente recuperata con il via libera all’unanimità dell’odg – presentato da Arteconi – sulla convocazione di un consiglio comunale aperto sulla vertenza Tecnowind.

I consiglieri di opposizione

Passiamo alle opposizioni. E non si può non iniziare dai posti scelti. Plasticamente, infatti, si è reso visibile ieri, 11 luglio, lo stato di salute dei tre gruppi consiliari di minoranza.
In prima fila, Fabriano Progressista, composto da Vinicio Arteconi e Andrea Giombi, che si candidata a un ruolo guida. E poi, il centrodestra rappresentato da Vincenzo Scattolini e Olindo Stroppa. In seconda fila, Insieme per Fabriano, composto da Barbara Pallucca, Michele Crocetti, Renzo Stroppa, Vanio Cingolani e Giovanni Balducci. L’assenza di quest’ultimo al primo consiglio comunale non può non essere evidenziata, ma come dichiarato dallo stesso Balducci si è trattato di un’assenza giustificata «causa impegni pregressi». Il candidato a sindaco sconfitto al turno di ballottaggio non ha mai nascosto la propria volontà di dimissioni, «ma ancora non ho deciso e ci penserò bene nei prossimi giorni». Il Pd, nel corso dell’ultimo Direttivo, gli ha chiesto di soprassedere. Anche perché i Democrat rischierebbero di perdere uno scranno consiliare in favore di Rinascimento, se le dimissioni dovessero essere formalizzate. Certo, l’assenza di Balducci potrebbe ripetersi molte volte in futuro. Un segno quest’ultimo che, come quello dei posti scelti dai tre gruppi di opposizione, rende bene l’idea di come la coalizione di Insieme per Fabriano non abbia ancora digerito la sconfitta elettorale. Dunque, occorre del tempo per riorganizzarsi.
Passando a Fabriano Progressista, Arteconi durante la polemica per l’elezione della Tobaldi a presidente dell’Assise civica, ha di fatto reso noto l’accordo – a parole e mai formalizzato – con il Movimento 5 Stelle. «Ricordo al Sindaco che è stato eletto anche con i voti di sinistra e centrodestra», la dichiarazione di Arteconi. È il “segreto di Pulcinella”, ma è stato dichiarato a microfono acceso. Nessun inciucio, ma è notorio che soprattutto Fabriano Progressista ha convogliato quasi tutti i suoi voti sul candidato pentastellato nel turno di ballottaggio. Un apparentamento di fatto, non richiesto da Santarelli, ma certamente gradito. In virtù di questo, ecco che Fabriano Progressista sperava nella presidenza del Consiglio comunale. Ripetendo quanto verificatosi con la prima Amministrazione comunale guidata da Roberto Sorci, quando Società civile – eletta all’opposizione – finì in Giunta con l’assessore Paolo Paladini. Se si pensa che all’interno di Fabriano Progressista, alta è la presenza dei reduci di Società civile, si comprende bene come gli stessi siano rimasti politicamente spiazzati. Ma diciamo che, al netto di documentazione ufficiale, tutto ciò è più un film che questa forza politica si è costruito e non una promessa dei pentastellati. Comunque, c’è da dire che il primo consiglio comunale è stato, di fatto, guidato proprio da questa forza politica. È Fabriano Progressista che si è assunta il ruolo guida delle opposizioni, ha chiesto sospensioni, ha già proposto atti, ha dimostrato che vogliono vivere di luce propria, magari oscurando gli altri, sia i consiglieri di opposizione che di maggioranza. Un atteggiamento che dovrà essere valutato nel proseguo della legislatura.
Infine, il centrodestra, la loro sarà un’opposizione che difficilmente accetterà il dialogo. Del resto, le parole di Vincenzo Scattolini di ieri, sono abbastanza eloquenti. «Un pessimo inizio. Ma già sapevo che il Movimento 5 Stelle è antidemocratico». Una chiusura totale.