Cerreto D’Esi: scuole trasferite, Giancarli presenta un’interrogazione

A chiedere una presa di posizione da parte della Regione Marche è il consigliere regionale in quota Pd, Enzo Giancarli, attraverso un'interrogazione con la quale si invita l’Esecutivo regionale a vagliare tutte le soluzioni, anche temporanee, per non spostare alunni e operatori scolastici

Enzo Giancarli
Il consigliere regionale Enzo Giancarli

CERRETO D’ESI – Scuole di Cerreto D’Esi trasferite a Fabriano, fare il possibile per evitarlo. A chiedere una presa di posizione da parte della Regione Marche è il consigliere regionale in quota Pd, Enzo Giancarli, attraverso un’interrogazione con la quale si invita l’Esecutivo regionale a vagliare tutte le soluzioni, anche temporanee, per non spostare alunni e operatori scolastici.
A rendere necessaria l’adozione di misure alternative, la dichiarazione di inagibilità del plesso scolastico che ospita sia la scuola primaria sia la secondaria di primo grado di Cerreto d’Esi.
«Sorprende – afferma Giancarli – la prolungata assenza di immediati sopralluoghi per valutare le condizioni di sicurezza dell’edificio. Le verifiche sono state effettuate di recente e dunque a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. Non solo, il Comune di Cerreto D’Esi – prosegue il consigliere – appartiene alle aree interne e montane della nostra regione, non solo dal punto di vista della sua ubicazione, ma anche per le sue caratteristiche socioeconomiche. Pertanto anche per Cerreto la ricostruzione deve ispirarsi alla visione di futuro, di sviluppo sostenibile e di rinascita. Per questo è indispensabile che le scuole rimangano sul suo territorio».

In quest’ottica, l’interrogazione presentata dal consigliere Giancarli. «Chiedo al presidente di attivarsi per valutare la possibilità di individuare in tempi rapidissimi una soluzione temporanea e comunque sicura, magari facendo uso di moduli scolastici provvisori affinché gli alunni non vengano spostati, in attesa della realizzazione definitiva dei locali necessari alle scuole e di coinvolgere in questo percorso gli operatori scolastici, le famiglie e le istituzioni interessate per condividere le soluzioni da adottare. Il trasferimento degli alunni e degli operatori scolastici in un altro Comune – aggiunge ancora Giancarli – comporterebbe comunque delle spese, per affitti, trasporti ed altri servizi. Domando dunque se non sia più utile investire sin da subito, dunque, nell’individuazione e realizzazione delle strutture provvisorie nonché di quelle definitive, prevedendo già la messa a disposizione delle risorse».