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Fabriano

Cerreto D’Esi: Electrolux la produzione a gonfie vele

Nonostante il covid-19, nel sito cerretese si supera il budget previsto. Bassa l’adesione di impiegati e operai rispetto alla campagna per i test sierologici

La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi
La sede della Electrolux a Cerreto D'Esi

CERRETO D’ESI – Superare il budget produttivo nonostante il Covid-19. È quanto accade nello stabilimento di Electrolux, ex Best, di Cerreto D’Esi. «Diventa indispensabile aprire una discussione su come creare occupazione stabile», dichiara il responsabile della Fiom per il fabrianese, Pierpaolo Pullini. Bassa l’adesione di impiegati e operai rispetto alla campagna per i test sierologici. Dato in linea con tutti gli altri siti della multinazionale svedese in Italia. L’accordo sulle linee guida “Protocolli per emergenza Covid-19” in scadenza a fine luglio, è stato prorogato per un ulteriore trimestre, vale a dire fino al 31 ottobre prossimo.

Si è svolto questa mattina, 9 luglio, il coordinamento nazionale fra sindacati di categoria – Fim, Fiom, Uilm – e i vertici della Electrolux. Un dato positivo su tutti è emerso e riguarda lo stabilimento di Cerreto D’Esi dove sono occupati circa 300 lavoratori, fra operai e impiegati. «Alla ripresa delle attività dopo il lockdwn dovuto alla pandemia da Covid-19, lo stabilimento di Cerreto D’Esi rappresenta un unicum in tutto il gruppo. Infatti, viene superato il budget previsto, che era già ambizioso», hanno fatto sapere dalla multinazionale. In pratica, nonostante la pandemia da coronavirus si supera l’asticella rispetto allo scorso anno per la produzione di cappe del segmento alto di gamma. Già nel 2019, rispetto al 2018, vi era sta un incremento significativo, tanto da indurre la Electrolux a fissare un’asticella molto alta per il 2020, intorno ai 75 mila pezzi annui. Ebbene, sicuramente questo dato sarà incrementato di molto passando a 84mila pezzi annui.

«La Direzione di Electrolux ha mostrato alcuni dati sulle tendenze di mercato. Da gennaio a maggio il mercato europeo ha registrato una contrazione di -5,1%, con l’ovest a -8,1% e l’Italia a -21,4%; si è tuttavia in attesa dei dati di giugno che ci si augura potranno mostrare una netta ripresa. Nella fase di lockdown ad avvantaggiarsi sono stati i produttori asiatici, giacché non hanno mai interrotto la produzione e quindi hanno potuto sempre servire le richieste di mercato. Ora la capacità di evadere velocemente le commesse è essenziale per interrompere questa dinamica. Maggiore chiarezza del contesto di riferimento si dovrebbe in ogni caso avere con la chiusura della trimestrale di settembre e il nuovo budget di ottobre. Il prossimo incontro è previsto il 10 settembre», ha evidenziato Gianluca Ficco, responsabile nazionale per il comparto elettrodomestici della Uilm.

«La grande qualità che ha sempre contraddistinto lo stabilimento cerretese, unità alla professionalità e alla capacità di risposta del territorio, stanno consentendo – attraverso l’utilizzo dello straordinario e il ricorso al lavoro somministrato – di dare le giuste risposte al mercato. Diventa indispensabile aprire una discussione su come creare occupazione stabile», il commento di Pierpaolo Pullini, responsabile della Fiom per il distretto economico del fabrianese.

Electrolux, nell’ambito della ricerca della massima sicurezza per la salute dei propri dipendenti, ha dato vita a una campagna di test sierologici su base volontaria. Le adesioni, a onor del vero, non sono state altissime in tutti i siti italiani coinvolti nel progetto. A livello nazionale, ci si è attestati al 26,2% per gli impiegati e 20% per le tute blu, media complessiva il 22,2% delle persone coinvolte. Nello specifico per Cerreto D’Esi, hanno deciso di aderire 46 impiegati e 61 operai, circa la metà della forza lavoro.