La Cavalleria Rusticana di scena al Teatro Gentile di Fabriano

Oltre all'opera di Pietro Mascagni, previsto anche il maestro di cappella con l’orchestra Raffaello diretta da Daniele Rossi e I cantori della città futura, direttore del coro Stefano Bartolucci, regia di Roberto Ripesi

Julija Samsonova-Khayet

FABRIANO – Appuntamento teatrale al Gentile di Fabriano questa sera, 30 marzo alle 21. Promossa dal comune di Fabriano con l’Amat si impreziosisce di un nuovo spettacolo fuori abbonamento con Cavalleria Rusticana e Il maestro di cappella con l’orchestra Raffaello diretta da Daniele Rossi e I cantori della città futura, direttore del coro Stefano Bartolucci, regia di Roberto Ripesi.

Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni è un’opera dalle tematiche sempre attuali accentuate dalla varietà delle atmosfere musicali altamente drammatiche, scritte da un musicista che ha dedicato anni importanti della sua vita come direttore del Conservatorio Rossini di Pesaro. L’opera, in un atto unico, è tratta dal libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga. Cavalleria Rusticana andò in scena per la prima volta il 17 maggio 1890 con successo al Teatro Costanzi di Roma, diretta da Lepoldo Mugnone con Gemma Bellincioni e Roberto Stagno. L’opera presenta dei brani celebri come Preludio, dove Turiddu canta La siciliana, O Lola c’hai di latti la camisa, canzone siciliana di Turiddu, Il cavallo scalpita, Alfio, Voi lo sapte, o mamma, aria di Santuzza, Tu qui, Santuzza, duetto di Santuzza e Turiddu, Intermezzo sinfonico (tra la VIII e la IX scena), Viva il vino spumeggiante, brindisi di Turiddu e Mammam quel vino è generoso, Turiddu. L’aria introduttiva O Lola c’hai di latti la cammisa, detta anche Siciliana, è uno dei due brani in lingua dialettale presenti all’interno del repertorio lirico italiano. L’altro brano è la celebre aria Io de’ sospiri dalla Tosca di Puccini, scritta in dialetto romanesco.

Il maestro di cappella è un intermezzo comico composto da Domenico Cimarosa, probabilmente tra il 1786 e il 1793 basato su un libretto di produzione ignota. L’operina è unica nel suo genere in quanto, diversamente da tutti gli altri intermezzi settecenteschi, vi è la presenza di un solo cantante, il maestro di cappella per l’appunto. Proprio per la particolarità di avere un personaggio soltanto non è stata ancora scartata l’ipotesi che questo lavoro fosse stato scritto originalmente come un ampliamento di un’aria per basso o di una cantata comica.

Il cast, che si esibirà sul palcoscenico del teatro Gentile di Fabriano, è composto da Juljia Samsonova Khayet, Giorgio Casciarri, Daniele Girometti, Jimena LLanos ed Elisa Serafini. Il maestro di cappella è Roberto Ripesi, maestri collaboratori So Hyun Lee e Federico Raffaelli.