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Fabriano

Cartiere Miliani: sulla vendita del Gruppo Fedrigoni si muovono le segreterie nazionali dei sindacati di categoria

«Salvaguardare i livelli occupazionali e l’integrità del Gruppo», i punti che devono essere affrontati in tempi brevi secondo quanto richiesto dalle segreterie nazionali e territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil

Lo stabilimento delle Cartiere Miliani a Fabriano

FABRIANO – Vendita del Gruppo Fedrigoni, nota unitaria dei sindacati di categoria. «Salvaguardare i livelli occupazionali e l’integrità del Gruppo», i punti che devono essere affrontati in tempi brevi secondo quanto richiesto dalle segreterie nazionali e territoriali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Continua a destare preoccupazione quanto si sta per verificare in seno al Gruppo Fedrigoni, che è proprietario anche delle storiche Cartiere Miliani di Fabriano.

In pratica, l’ormai prossimo passaggio di mano con la vendita del Gruppo veneto al fondo statunitense di private equity Bain Capital. La firma sul preliminare di vendita dovrebbe avvenire entro fine anno, alcuni rumor recitano addirittura domani 21 dicembre. Anche a Fabriano questa vendita viene vista con apprensione, soprattutto per il futuro delle Cartiere Miliani sia in termini di occupazionale che di produzione.

Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria hanno deciso di scrivere a Fedrigoni. «Il 4 dicembre scorso si è tenuto l’incontro previsto per il Gruppo Fedrigoni al fine di monitorare le problematiche derivanti dall’annullamento dell’intera commessa relativa alla carta per le banconote dell’India. La venuta meno della suddetta commessa, ha portato a un blocco degli impianti dello stabilimento di Fabriano e ha in parte creato problemi anche allo stabilimento di Bollate. Le parti sino a ora sono riuscite a trovare delle soluzioni temporanee, e si sono date appuntamento alla fine di gennaio per monitorare gli sviluppi della situazione». Per le Cartiere Miliani: tre linee di produzione ferme, il mancato rinnovo dei contratti degli storici precari e l’individuazione di circa 150 potenziali esuberi.

«Ma il repentino avanzamento della trattativa per la cessione del Gruppo Fedrigoni a una multinazionale Americana e le recenti affermazioni fatte dal Patron, Alessandro Fedrigoni, in alcune riunioni tenute nei vari stabilimenti del Gruppo, che confermava l’imminente cessione, impone alle Segreterie Nazionali di Slc- Gcil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, la massima attenzione agli sviluppi e all’evoluzione della trattativa in corso. A tal fine chiediamo all’azienda informazioni precise e tempestive sugli sviluppi dell’operazione in corso, e di essere coinvolti il prima possibile affinché – si conclude la nota – la tutela dei livelli occupazionali e l’integrità dell’intero perimetro del Gruppo siano già previsti all’interno dell’accordo di cessione».