Fabriano: Giombi chiede scusa, ma non si dimette

Il capogruppo di Fabriano Progressista e presidente della I Commissione consiliare Affari istituzionali replica alle accuse che gli sono state mosse dal Movimento 5 Stelle

Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista
Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista

FABRIANO – Chiede scusa per il fraintendimento, ma non ha alcuna intenzione di dimettersi. Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista e presidente della I Commissione consiliare Affari istituzionali, replica alle accuse che gli sono state mosse dal Movimento 5 Stelle.

«Profondamente sorpreso nel leggere le accuse rivolte nei miei riguardi per aver compiuto attacchi omofobi nei confronti del capogruppo del 5 stelle di Fabriano. Faccio presente che la notizia non è altro che un pretesto per giustificare la loro cattiva politica e la richiesta della sfiducia nei miei riguardi. In commissione sono rimasto sempre a schiena dritta e mantengo tutt’ora il rispetto dei regolamenti nonché delle prerogative della minoranza», l’incipit di Giombi.

«In questo anno sto facendo una seria opposizione sui temi e, forse, per questo vengo attaccato personalmente non riuscendo ad essere, invece, attaccato sui motivi politici. Non era mia intenzione nella maniera più assoluta rivolgere accuse omofobe nei confronti di chiunque, anche perché la mia storia parla da sola. Infatti, ho contribuito affinché Fabriano si dotasse, uno dei primi Comuni in tutta Italia, del registro delle unioni civili. In sede di Commissione ho invitato più volte il capogruppo del 5 stelle di togliermi il dito di dosso puntato. Alle ripetute sollecitazioni che non hanno avuto alcun esito, mi scuso se sono uscite frasi male interpretate e che non vogliono certamente essere accuse di omofobia per nessuno».

Il capogruppo di Fabriano Progressista chiede di essere giudicato «sul mio impegno politico, e su questo sono sempre pronto, nonostante tutto, a confrontarmi anche con il Movimento 5 stelle. Fa strano che una accusa così infamante sia stata costruita ad hoc dopo 40 giorni dal fatto. Ciò credo che significhi povertà di idee e volontà di attaccare chi invece fa opposizione dura, vera e a difesa delle Istituzioni comunali patrimonio di tutti. Faccio presente che sono addirittura, di recente, stato accusato di bloccare la macchina comunale da parte del Sindaco di Fabriano. Per tutti questi motivi non mi dimetto e continuerò il mio impegno a difesa della città che tanto amo».