Cerreto D’Esi: tutto tace per la costruzione del nuovo plesso scolastico

Il 26 marzo scorso nella sede comunale si è svolto il sorteggio dei dieci operatori economici che avevano manifestato interesse a partecipare al bando di gara per l’affidamento del progetto, poi è calato il silenzio

Il sito dove dovrebbe nascere il polo scolastico di Cerreto D'Esi

CERRETO D’ESI – Nuovo plesso scolastico a Cerreto D’Esi, tutto tace. Gli strali del consigliere comunale di opposizione del Partito comunista dei lavoratori, Marco Zamparini. Il 26 marzo scorso nella sede comunale si è svolto il sorteggio dei dieci operatori economici che avevano manifestato interesse a partecipare al bando di gara per l’affidamento del progetto per il nuovo polo scolastico, poi è calato il silenzio. «Non avendo nemmeno ricevuto alcun riscontro da parte dell’ufficio speciale della ricostruzione post-sisma della Regione Marche, anche il nostro comune gestirà molto probabilmente l’affidamento per la progettazione del nuovo polo scolastico in autonomia. Non credo sia una buona notizia anzi tutt’altro, e quello che mi preoccupa seriamente vista tutta la mal gestione scuole, sono le future azioni politiche che questa disarmante maggioranza intenderà intraprendere», attacca Zamparini.

Il nocciolo del problema «è l’incapacità pratica e politica dell’Amministrazione comunale di Cerreto D’Esi, guidata dal sindaco Giovanni Porcarelli, che fin dal primo momento ha combinato solo disastri sulla gestione post -sisma e in particolare sulla sicurezza delle scuole, dimenticando che i nostri figli continuano a stare in delle strutture sismicamente pericolose. Caro Sindaco forse dovrebbe muoversi invece di fare delle passerelle sterili con gli Assessori regionali, dovrebbe per esempio chiedere un supporto alla Politecnica delle Marche per il progetto della scuola o si sente onnipotente da poter gestire da solo una cosa così importante che segnerà il futuro delle nuove generazioni e del nostro paese tutto?».

Ma c’è di più, visto che il comune di Cerreto D’Esi ha incassato un milione di euro da una polizza assicurativa sugli edifici del comune per i danni causati dal terremoto che non ha nessun vincolo di spesa. «Quindi perché con questa cifra non impiantiamo subito i moduli a uso scolastico provvisori (MUSP) nel terreno ex case Volpini? Così facendo metteremo subito gli alunni al sicuro, non ci sarebbero problemi per la demolizione e ricostruzione nel luogo dove oggi c’è la scuola primaria Lippera e una volta finito il nuovo polo ci rimarrebbe una struttura disponibile per la collettività e soprattutto antisismica. La mia è una proposta, io la butto là, come si dice».

Secondo il consigliere del Pcl lo stallo per la nuova scuola è da mettere in correlazione alle comunali della prossima primavera. «Ci sono circa nove milioni di euro da gestire nel nostro comune e la maggior parte sono destinati per la nuova scuola. Ho l’impressione che questo stallo sull’argomento scuola non sia una casualità, ma che ci sia un fermo proprio per lasciare spazio a nuovi cambiamenti di programma e nuove passerelle elettorali sull’argomento scuola. Si è perso il fulcro però signori miei, cioè quello di dare una scuola al più presto ai nostri ragazzi che ricordo, a tutti voi, che sono a tre anni dal sisma ancora in strutture con delle vulnerabilità bassissime e i tempi di vita nominale non ci permettono di stare così ad attendere gli eventi. Ancora di più siamo scesi sotto i 400 alunni e questo potrebbe minare anche la nostra autonomia scolastica, ora più che mai dobbiamo accelerare la realizzazione del polo per non perdere iscrizioni e avere una scuola all’avanguardia», conclude.