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Fabriano

Fabriano, dall’assunzione del fratello del sindaco alle polemiche fra i partiti

Prosegue il botta e risposta fra Pd e le forze di centrodestra a seguito delle polemiche iniziate dopo la notizia dell’assunzione del fratello del sindaco di Fabriano

La sede del Comune di Fabriano
La sede del Comune di Fabriano

FABRIANO – Prosegue il botta e risposta fra Pd e le forze di centrodestra a seguito delle polemiche iniziate dopo la notizia dell’assunzione del fratello del sindaco di Fabriano in Comune, legittima ma finita sotto la lente dell’opportunità, a seguito di un concorso e allo scorrimento della relativa graduatoria.

Cosa dice la Lega

«L’assunzione inopportuna del fratello del sindaco di Fabriano certifica il fallimento degli ideali del Movimento Cinquestelle e la lontananza dalla vita amministrativa del Pd che, vistosi negato dai fabrianesi il bastone del comando, non “spreca” il suo tempo a vigilare come l’opposizione dovrebbe. Ecco perché il neocommissario Angelo Cola indica, pretestuosamente, l’inesistente pagliuzza nell’occhio del centrodestra per nascondere la trave ben piantata nel suo. Il Pd ha torto marcio a dire che è lecita ogni supposizione sulla mancata vigilanza della destra. Sedere in consiglio comunale favorisce la conoscenza dei processi e l’accesso alle informazioni e agli atti: come è possibile che il Pd non si sia accorto di nulla con un concorso in atto? Perché il fratello del sindaco è stato assunto per concorso, non per un atto arbitrario. Il che ci riporta al fallimento anche dei Cinquestelle cittadini che hanno sempre ostentato superiorità morale e, nel programma elettorale, si erano ripromessi di fare l’albero genealogico dei parenti assunti dalle vecchie amministrazioni», l’attacco del coordinatore Fabio Bernacconi e del gruppo della Lega Fabriano.

«Se i Cinquestelle governano male Fabriano dobbiamo ringraziare il Pd che, con i suoi mille errori ha spinto gli elettori al voto di protesta. Sulla specifica questione dell’assunzione come circolo Lega Fabriano stiamo approfondendo i risvolti giudiziari di vicende simili per agire di conseguenza. Intanto il PD dimostri di aver dato seguito, stavolta, alle azioni legali fino ad oggi solo annunciate. Se non lo farà i fabrianesi prenderanno atto che non è la destra ad inciuciare con Santarelli e i suoi, ma l’alleanza Letta-Conte a determinare quelle che il commissario Angelo Cola chiama ‘malefatte della giunta’ a guida pentastellata», ha concluso Bernacconi.

La voce del Pd

Dal Pd si replica intanto a Ennio Mezzopera di Fratelli d’Italia. «La sua migliore arma a propria difesa è stata quella di dire che il suo partito non ha rappresentanti in consiglio comunale mentre il Pd ne ha 3 o 4 (in realtà sono ormai 5) e che era compito dell’opposizione vigilare come se il partito che lui rappresenta facesse parte dell’attuale compagine di governo cittadino. Capiamo quindi le oggettive ed insormontabili difficoltà del Mezzopera a prendere posizione su questa incresciosa vicenda. È sprovvisto di consiglieri. Non era nelle oggettive possibilità di esporre il suo dissenso sull’accaduto. Strano e soprattutto curioso però come invece queste oggettive impossibilità non vi fossero quando dichiarò il suo aperto ed incondizionato sostegno all’attuale Sindaco dichiarando persino che sarebbe stato certo che il Santarelli sarebbe stato un sindaco capace di ascoltare. Ai posteri l’ardua sentenza. Ci preme a tal proposito quindi lanciare questa riflessione ai cittadini fabrianesi: gli artefici delle disgrazie che ci sono capitate da quando il Santarelli amministra la nostra città sono ascrivibili tanto a lui quanto a questi signori che ora imbarazzati tacciono o che scrivono post e comunicati solo dopo essere stati “stuzzicati”. Solo una realtà politica a Fabriano non ha mai prestato il fianco a questa giunta e questa realtà è il PD», si conclude la nota della sezione cittadina dei Democrat.

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