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Fabriano

Sant’Urbano, la magia del raggio di luce e l’occhio sullo spazio

L’Abbazia benedettina è un luogo antico e misterioso. Ogni anno, il 25 maggio, giorno del patrono di Apiro, si ripete il fenomeno dell'occhio luminoso, un fenomeno dal significato ancora oscuro, Intanto, fuori dalla chiesa romanica, una strana antenna raccoglie messaggi dalla ionosfera per un progetto internazionale cui collaborano l'Università del Maryland, l'astronaura Roberto Vittori e il Gruppo Loccioni di Angeli di Rosora

L’occhio luminoso di Sant’Urbano il 25 maggio
L’occhio luminoso e il fascio di luce nella Chiesa di Sant’Urbano il 25 maggio

APIRO – L’Abbazia benedettina di Sant’Urbano, nel cuore della valle di San Clemente, è un luogo antico e misterioso. Per due volte l’anno, il 24 e 25 maggio – vigilia e festa del patrono di Apiro cui è dedicata – ed il 17 luglio, poco prima delle sette della mattina, compare un raggio luminoso che entra da un occhio posto sopra l’abside; il raggio attraversa l’oscurità della chiesa romanico-medioevale e colpisce esattamente un cerchio scolpito nella pietra di una colonna a sinistra dell’entrata. L’evento, denominato “occhio luminoso”, era noto un tempo alla comunità dei fedeli ma per secoli se ne era persa la memoria. Poi, pochi anni fa, la scrupolosa osservazione di uno studioso, l’architetto Pacifico Ramazzotti, lo ha riscoperto.

In attesa del ritorno del magico raggio di luce, l’abbazia riceve intanto segnali dallo spazio grazie ad un nuovo punto di osservazione della rete “Space Weather Ground Station” (SWGS) nell’ambito di una ricerca condotta dal professor Doug Currie dell’Università del Maryland. Dal 27 marzo, infatti, nella campagna intorno a Sant’Urbano, è stato installato un prototipo che dai satelliti di passaggio riceve una serie di dati (radio beacon) per ricostruire lo stato della ionosfera e prevedere il “tempo spaziale” (space weather).

Il prototipo di Space Weather Ground Station (SWGS) nell'area dell'abbazia di Sant'Urbano ad Apiro
Il prototipo di Space Weather Ground Station (SWGS) nell’area dell’abbazia di Sant’Urbano ad Apiro

Il progetto, che nasce dal prof. Currie e dal generale di Brigata Area Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea ESA (il quarto italiano ad andare nello spazio), punta a diventare l’installazione pilota per almeno altre cinque stazioni in Italia da collocare sulla dorsale che va da Trieste alla Sicilia. Nei sui primi giorni di vita, l’installazione ha già attirato presso la valle di San Clemente una delegazione dell’Ufficio Spazio dell’Aeronautica Militare venuta per capirne il funzionamento. Collabora al progetto Loccioni, il gruppo di Angeli di Rosora che sviluppa soluzioni high tech per grandi industrie internazionali. Dal 2017, l’azienda marchigiana gestisce l’area di sant’Urbano nell’ambito di un accordo di partenariato pubblico-privato con il Comune di Apiro per la valorizzazione dell’Abbazia.

La rete SWGS osserva, e prevede, i fenomeni al di sopra dell’atmosfera terrestre. Il nostro tempo meteorologico spaziale è la conseguenza del comportamento del Sole, della natura del campo magnetico terrestre e della nostra posizione all’interno del sistema solare. In particolare l’attività della Corona Solare con le sue eruzioni e le conseguenti tempeste elettromagnetiche può avere un impatto molto elevato sulla nostra quotidianità, nei casi più intensi e per fortuna meno frequenti (l’ultimo nel 1859) si parla di potenziale rischio black-out delle reti elettriche e dei network di comunicazioni digitali e analogiche del pianeta.

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