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Fabriano

Ricorsi e denunce al centro della battaglia del sindacato dei medici Cimo

Ritmi di lavoro incompatibili, reiterate reperibilità notturne e pomeridiane, organici ridotti: questi i principali nodi sollevati dal segretario regionale Moretti

Medici in corsia

ANCONA – Un ricorso al Giudice del lavoro, una denuncia all’ufficio provvedimenti disciplinari dell’Area Vasta 2, l’esposto presentato in Procura e una segnalazione all’Ordine dei medici di Ancona. Sono gli atti presentati nei primi venti giorni del nuovo anno dal sindacato dei medici Cimo Marche per smuovere le acque stagnanti in cui versano alcuni reparti degli ospedali della provincia.

Secondo quanto ravvisato dal segretario regionale Luciano Moretti, le ripetute violazioni di varie leggi, norme, regolamenti e determine che ha riscontrato grazie anche alla collaborazione di vari medici, potrebbero causare gravi rischi e disservizi per l’utenza, oltre a esporre gli enti pubblici e gli stessi professionisti che vi lavorano di fronte a contenziosi e procedimenti penali.

Il ricorso al Giudice del lavoro di Ancona riguarda l’unità di pediatria all’ospedale di Fabriano. La cronica carenza di personale ha messo dall’autunno 2015 fino al Natale 2018 in seria difficoltà l’operatività del reparto, che ha visto scendere progressivamente da quattro a uno i medici in servizio. Ciò avrebbe persino spinto nuovi dottori a non candidarsi per l’assunzione in reparto, sapendo di dover fare i conti con una dotazione organica ridotta.

Le reiterate reperibilità dagli ospedali di Jesi e Senigallia per coprire i turni di notte in pediatria a Fabriano e quella “pronta disponibilità pomeridiana infrasettimanale” sono poi divenute oggetto anche della segnalazione all’Ordine dei medici di Ancona del direttore del dipartimento materno infantile dell’Area Vasta 2 perché considerate dalla Cimo in aperta violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro e della determina di giunta regionale n. 423/2014.

Si parla di turni e di qualità e rischi dei servizi assistenziali anche nell’esposto presentato alla Procura e in Prefettura ad Ancona: in questo caso il riferimento è alla mancata attivazione negli ospedali di Fabriano, Osimo, Jesi e Senigallia della guardia medica chirurgica notturna, come reso obbligatorio dalla Delibera di giunta regionale n.382/2009.

Il tema è infine divenuto oggetto della denuncia all’ufficio provvedimenti disciplinari dell’Area Vasta 2 di Fabriano, presentata pochi giorni fa, il 16 gennaio, dal sindacato dei medici. La politica dei continui tagli al budget per i servizi sanitari ha costretto il personale a «ritmi di lavoro incompatibili con l’esigenza del recupero delle energie psicofisiche – si legge nel documento – necessario non solo per la tutela della loro salute, ma anche della sicurezza delle cure che son chiamati a prestare». Una situazione legittimata dal bisogno di assicurare i livelli assistenziali nonostante i provvedimenti intrapresi vadano secondo Moretti «in palese contrasto con le norme di fonte legislativa e contrattuale».