L’Agricom di Fabriano in liquidazione, la protesta delle opposizioni

La volontà dell’Amministrazione comunale pentastellata di dar corso alla normativa vigente, senza provare almeno un piano alternativo alla liquidazione, ha avuto il suo corso. Questa mattina, sit-in di protesta e sensibilizzazione da parte di tutti i gruppi di opposizione davanti alla sede comunale

La protesta davanti al Comune
La protesta davanti al Comune

FABRIANO – Azienda agraria di Fabriano, Agricom, liquidata. La volontà dell’Amministrazione comunale pentastellata di dar corso alla normativa vigente, senza provare almeno un piano alternativo alla liquidazione, ha avuto il suo corso. Questa mattina, sit-in di protesta e sensibilizzazione da parte di tutti i gruppi di opposizione davanti alla sede comunale.

«Il sindaco, Gabriele Santarelli, ha deciso di cancellare una realtà storica di Fabriano, una ricchezza di tutti i cittadini con un colpo di spugna, senza un progetto per il futuro. Tutto perché, con l’arroganza dell’ignoranza, è mancata la volontà politica di qualificarla come società strategica per il territorio. Abbiamo perso tutti, perché l’azienda era di tutti. Parliamoci chiaro: questo è un esempio evidente del prezzo che Fabriano paga per la miopia di un’Amministrazione che poco o nulla conosce della nostra storia e del nostro vissuto. Queste scelte fatte nei palazzi senza permettere nemmeno un confronto ci lasciano sconfortati: veramente possiamo permetterci uno smantellamento sistematico dei beni della nostra città per pura incapacità o disinteresse? Il dubbio sorge spontaneo: forse l’interesse per manovre di questo tipo risiede altrove, fuori dalle legittime scelte politiche. Speriamo di sbagliarci», la dura nota a firma congiunta da parte di Associazione Fabriano Progressista, Coalizione Scattolini-FdI-Lega, Fabriano Popolare, Fabriano Progressista, Forza Italia e Partito Democratico.

Gli striscioni di protesta

L’Azienda agricola di Fabriano era da liquidare secondo i criteri della Legge Madia, «ma – come si legge nella mozione unitaria dei gruppi di minoranza – l’Agricom possedeva enormi potenzialità dal punto di vista economico e sociale tanto più se gestite con intelligenza e sostenuta da investimenti adeguati a livello agro e zoo-tecnico. Si poteva ricondurre la gestione diretta dell’Agricom in capo all’Amministrazione comunale o, in alternativa, stringere una sinergia con l’altra azienda pubblica, la Farmacom, dando via a un’azienda di multiservizi comunale. Il tutto, poi, per andare a stringere sinergie con l’Istituto Agrario, soggetti accademici, entità scolastiche e istituzioni locali, tra produzione e commercio da un lato e scienza e formazione dall’altro, con indubbie opportunità sociali e ricadute occupazionali e riflessi benefici pure per l’indotto a servizio del territorio». Ma, sembra proprio, che l’idea proposta dalle minoranze sia arrivata fuori tempo massimo.