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Fabriano

Fabriano: 80 giovani multati per spese non consentite dal Bonus cultura

Le sanzioni possono arrivare fino a 1.500 euro, il triplo di quanto erogato dallo Stato per acquistare libri, musica digitale, biglietti per mostre, non certo computer e telefonini

Fabriano, veduta

FABRIANO – Notificate 80 multe ad altrettanti giovani di Fabriano per aver effettuato acquisti di pc o telefonini utilizzando il Bonus cultura per i diciottenni. Le sanzioni possono arrivare fino a 1.500. L’operazione “18APP” portata avanti dalla Guardia di Finanza di Jesi ha riguardato ben 2.503 i neodiciottenni, oggi ventenni, residenti in quattordici Regioni d’Italia, che sono stati individuati nell’ambito di una complessa e ampia indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, per aver fruito illegalmente nel 2017 e 2018 dello specifico Bonus cultura.

Le investigazioni, durate oltre otto mesi e avviate a seguito di una segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, hanno permesso d’individuare quale fulcro del sistema di frode una società di Jesi, amministrata da una italiana di 72 anni residente nella stessa città, attiva nel settore del commercio al dettaglio di apparecchi elettronici, che, sia attraverso il proprio sito internet che direttamente in negozio, consentiva di aggirare la normativa che prevede che il beneficio pari a 500 euro a persona sia destinato esclusivamente a spese relative all’acquisto di oggetti e attività con finalità analiticamente indicate dalla legge, come libri di vario genere, musica digitale, biglietti per concerti, musei, mostre, fiere, spettacoli teatrali, cinema, concerti.

Fra questi giovani anche 80 residenti a Fabriano che, in questi giorni, si stanno recando agli uffici dell’Agenzia delle Entrate per chiedere la rateizzazione degli importi delle multe che gli sono state notificate, fino al triplo di quanto hanno speso.

Ai ragazzi, alcuni dei quali sono stati anche convocati in caserma, si contesta l’articolo 316 ter del codice penale e cioè l’indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Alcuni o meglio i loro genitori, hanno già pagato. Altre famiglie hanno mostrato le loro difficoltà nel pagare “entro 60 giorni” il triplo del valore del buono e per questo hanno chiesto la rateizzazione.