Fabriano: cresce la preoccupazione per gli esuberi in Whirlpool

Il tema sarà oggetto di discussione durante il prossimo incontro al Mise fissato per il 6 luglio. Anche a Melano, fra le tute blu, ci potrebbero essere esuberi. Ma, in questo caso, il progetto di re-industrializzazione di Albacina, tramite la Ariston Thermo Group, aiuta

La sede amministrativa di Fabriano della Whirlpool

FABRIANO – Oltre 40 esuberi fra i colletti bianchi impiegati nella sede di Fabriano della Whirlpool. Un numero che preoccupa le parti sociali e che sarà oggetto di discussione durante il prossimo incontro al Mise fissato per il 6 luglio. Anche a Melano, fra le tute blu, ci potrebbero essere esuberi. Ma, in questo caso, il progetto di re-industrializzazione di Albacina, tramite la Ariston Thermo Group, aiuta.

Le vicende politiche nazionali potrebbero avere dei risvolti importanti anche nella vertenza Whirlpool. Questo perché, l’attuale normativa vigente, stabilisce che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali terminerà a fine anno. Ma, secondo fonti sindacali, ciò non sarà sufficiente in quanto le criticità legate all’occupazione rimarranno.

Questo è stato uno dei temi centrali discusso durante l’ultima riunione del tavolo territoriale fra l’azienda e i sindacati. Nella prima parte dell’incontro è stata analizzata la situazione delle sedi impiegatizie, nelle quali si sta andando verso la ridefinizione di quanto previsto dal piano industriale, con alcune modifiche dovute alle difficoltà dell’integrazione e alla complessità della struttura aziendale. Difficoltà che hanno portato nell’ultimo periodo ad una perdita importante di quote di mercato.

Viene confermato il numero reso noto al Mise per cui nelle sedi rimarrebbero 169 posizioni in eccedenza da gestire su tutto il territorio nazionale, di cui il 40% su Fabriano: questo sulla base degli organici presenti a libro matricola al 31/12/2017, ai quali quindi va sottratto il numero delle persone che hanno aderito al piano di incentivazione all’esodo nel 2018.

«Le Rsu delle sedi, supportate dalle Segreterie Territoriali di Fiom-Fim-Uilm hanno posto con forza il tema che, se piccole modifiche al piano industriale potrebbero anche essere fisiologiche, questo non deve in alcuna maniera penalizzare le persone delle sedi fabrianesi, quindi se qualcosa previsto su territorio se ne va, l’azienda deve portare altro lavoro in sostituzione; si ribadisce la massima disponibilità a parlare di riqualificazione delle persone attraverso percorsi formativi e di re-internalizzazioni di lavorazioni fatte all’esterno o da consulenti, che comunque sono stati ridotti in maniera sostanziale», spiegano i sindacati.

Per quanto riguardo lo stabilimento di Melano, risultano ormai completati la stragrande maggioranza degli investimenti previsti dal piano industriale ed è stato dichiarato che tutti i nuovi investimenti previsti su tutta la produzione dei piani cottura, saranno fatti su Fabriano. Le piattaforme sono state integrate completamente e si sta puntando sull’organizzazione del lavoro.

«Le organizzazioni sindacali, prendendo atto del volume di investimenti sviluppati e riconoscendo quanto messo in campo, hanno comunque fatto presente la perdita di volumi che ha portato in questi mesi dell’anno a un utilizzo della cassa integrazione, ben superiore a quanto preventivato. La multinazionale americana non è riuscita ad agganciare la ripresa del mercato e a causa di questo lo stabilimento di Melano ha sviluppato volumi di produzione inferiori a quanto previsto dal piano industriale: nei primi mesi dell’anno l’andamento è stato anche inferiore al budget».

Per quanto riguarda l’esubero, si sta raggiungendo il numero previsto, anche grazie al progetto di re-industrializzazione del sito di Albacina che Whirlpool ha realizzato con Ariston Thermo. «La Whirlpool ha ribadito la centralità del territorio di Fabriano, sia per lo stabilimento che per le funzioni operative. È stata confermata in maniera chiara una disponibilità ad investire in maniera pesante, su quello che non è stato realizzato, con il nuovo piano industriale 2019-2021 che però necessita di essere sostenuto con ulteriori ammortizzatori sociali».