Economia

Cinghiali, agricoltori pronti alla mobilitazione. Coldiretti Marche: «Serve maggior impegno della politica»

Una presenza, quella dei cinghiali, stimata in 40mila capi in tutta la regione. Parla la presidente di Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni

Da Pixabay, di Ambquinn

«Nelle Marche siamo avvantaggiati rispetto ad altre regioni ma per affrontare il problema dei danni in agricoltura da fauna selvatica serve un approccio più incisivo, un maggiore impegno da parte della politica». Sono le parole di Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche, che ieri, 11 giugno, ha incontrato presidenti, dirigenti e direttori delle federazioni provinciali riuniti ad Ancona per l’assemblea regionale dell’organizzazione agricola.

Coldiretti, che martedì prossimo incontrerà il Prefetto di Ancona per annunciare lo stato di agitazione – dopo aver già fatto altrettanto a Macerata e in attesa di salire dai prefetti delle altre province – ha annunciato una grande manifestazione degli agricoltori sotto Palazzo Raffaello, sede della giunta regionale, da tenersi nel mese di luglio.

Secondo i report della stessa Regione il 75% dei anni in agricoltura è causato proprio dai cinghiali, specie in sovrannumero e fonte di pericoli sia per la viabilità stradale che per il contagio della peste suina. «Organizzeremo questa manifestazione – ha proseguito la presidente Gardoni – forti delle ultime novità legislative a livello nazionale che prevedono, se necessario, l’intervento straordinario dell’esercito, la possibilità di cattura anche nelle aree protette o nelle aree urbane e senza passare per il parere dell’Ispra».

Una presenza, quella dei cinghiali, stimata (ma sarebbe più corretto dire “sottostimata”) in 40mila capi in tutta la regione, anche a ridosso dei centri urbani più popolosi. Una fonte costante di pericolo per la sicurezza di tutta la comunità e una minaccia per le colture agricole. «È tempo che la Regione, visto che il Piano di contenimento degli ungulati è scaduto nel 2023 ed è stato prorogato, si doti di un nuovo documento che renda più incisivo il contrasto. Occorre un ripensamento degli Atc, lo snellimento delle procedure per i risarcimenti agli agricoltori, il potenziamento dei mezzi di prevenzione – commentano da Coldiretti – ed è estremamente urgente il Piano di contenimento per la Peste Suina. Al momento abbiamo avuto rassicurazioni da parte della politica ma ci aspettiamo finalmente fatti concreti».

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