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Torna il Premio “Luciano Pittori”

C’è tempo fino al 29 aprile per concorrere al premio istituito dal Comune di Casteplanio per ricordare la bella figura di Luciano Pittori, ex sindaco e insegnante. A colloquio con lo scrittore Vittorio Graziosi che presiede la giuria; i suoi consigli ai partecipanti

Luciano Pittori è stato un sindaco molto stimato nel piccolo comune di Castelplanio, un professore apprezzato dai colleghi e dagli studenti del Liceo classico di Jesi dove insegnava storia dell’arte, un politico conosciuto in tutta la regione. Ma era una persona, soprattutto, che amava profondamente la cultura, l’arte, la letteratura, e che una terribile malattia ha strappato prematuramente alla vita, nel 2013. Non sorprende dunque che nel suo nome, lo scorso anno, sia nato un Premio Letterario nazionale, che giunge ora alla seconda edizione, e che è rivolto ad autori italiani e stranieri che abbiano compiuto il 18° anno di età.

Luciano Pittori

Il premio è stato istituito dal Comune di Castelplanio, per impulso e suggerimento di uno scrittore e docente di scrittura creativa quale Vittorio Graziosi. C’è tempo fino al 29 aprile per inviare il proprio racconto originale ed inedito, della lunghezza massima di 10 pagine, sul tema “Bellezza e mistero”. Ai vincitori andranno targhe e premi in denaro (al primo classificato 500 euro), e la cerimonia di consegna dei premi sarà organizzata indicativamente a luglio, tutte le informazioni e il bando per partecipare si trovano sul sito del Comune di Casteplanio.

La giuria, presieduta da Vittorio Graziosi, è composta inoltre da Luca Pantanetti, editor e agente letterario, da Simona Marini e Giovanni Filosa, giornalisti specializzati in cultura e spettacoli, e da Alessia Sebastiano in rappresentanza del Consiglio comunale di Castelplanio.

Lo scrittore Vittorio Graziosi

«La prima edizione del Premio – spiega il presidente – ha avuto una buona eco ed adesione a livello nazionale, interessanti i lavori presentati e di qualità. Da parte del Comune, c’è stato un grande senso di ospitalità nei confronti degli artisti, premiati non solo in denaro (una rarità in questo tipo di concorsi) ma anche con manufatti artistici di pregio, dello scultore Massimo Ippoliti. Bellissima la cerimonia di premiazione della prima edizione, che si è celebrata la scorsa estate nel Chiostro della Casa Vescovile di Castelplanio».

Cosa consigli a una persona che voglia dedicarsi alla scrittura, oggi?
«Con l’esercizio e la devozione all’arte. Non si può pensare che la scrittura sia un esercizio estemporaneo, è invece qualcosa che deve essere presente tutti i giorni, una progettualità ed un tentativo costante e quotidiano. Il fatto che una persona abbia dedicato ore ed ore all’altare dell’arte è produttivo. Poi consiglio il confronto con editor, scrittori, case editrici, agenti letterari, perché fa crescere ed amplia i punti di vista».

Scrivere è un esercizio solitario?
«Non lo è. Uno scrittore si confronta costantemente con un pubblico immaginario che lo leggerà. Il suo è un esercizio comunitario, mira a costruire ponti tra le persone, mette in contatto idee diverse. Per me questo è un elemento fondamentale, perché oggi le idee circolano poco. In compenso proliferano le opinioni. Nella scrittura, ma non solo, dobbiamo far conoscere le idee per le quali siamo disposti a dare una libbra della nostra carne, per dirla con Il mercante di Venezia di Shakespeare».