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Cultura

Stefano Bollani, successo per il debutto a Jesi del XXI Festival Pergolesi Spontini

Applausi a scena aperta e un repertorio fatto di brani originali per Stefano Bollani che ha aperto il XXI Festival Pergolesi Spontini. Con lui Bernardo Guerra alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso

Stefano Bollani sul palco in piazza Federico II a Jesi

JESI – Applausi a scena aperta e un repertorio fatto di brani originali e frizzante interpretazione per Stefano Bollani che ieri sera, domenica 23 agosto, in piazza Federico II ha aperto il XXI Festival Pergolesi Spontini. Un concerto che ha visto il grande jazzista esibirsi sul palco insieme a due mostri sacri del panorama musicale italiano: Bernardo Guerra alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso.

Il concerto di Bollani

Musicista eclettico e geniale, compositore, pianista jazz e classico, Bollani ha portato sul palco allestito in una piazza Federico II altrimenti nuda, il meglio del suo repertorio originale con un omaggio al grande Renato Carosone di cui ha firmato la colonna sonora del film che Rai1 gli ha dedicato. «Sono molto felice di essere qui con voi stasera – ha detto l’artista, reduce dal grande successo di “Via Dei Matti Numero 0” su Rai3 insieme con la moglie Valentina Cenni – non eravamo più abituati a fare concerti live in giro ed eccoci qua, a divertici subito con dei brani composti da me». Apre le danze con “Raw”, “Come se niente fosse” e “Villa Incognito”.

Stefano Bollani saluta il pubblico di Jesi (foto Stefano Binci)

La melodia parte morbida, scivola fluida in un crescendo di intensità che coinvolge il pubblico presente – un parterre di 350 posti distanziati secondo le normative anti-Covid cui sono stati controllati Green pass e temperatura agli ingressi – Bollani vola sui tasti, li accarezza, li stuzzica in un incedere insistente, quasi ossessivo. Il palco troneggia in mezzo a piazza Federico II, maestoso davanti al Duomo. La fa rivivere con la luce blu che scalda le silhouette degli artisti che dominano la scena senza sovrapposizioni, in una combinazione perfetta di suoni, suggestioni e ritmo. Bollani si accanisce quasi sui tasti, in alcuni momenti sembra quasi volerli attraversare per poi lenire quel tocco così violento con carezze lievi e lenitive, per restituire morbidezza alla melodia. Una consolazione, mentre anche il ritmo incalzante della batteria si fa più intimo. Il battito del cuore che accelera e rallenta all’unisono con basso e pianoforte.

È romantica piazza Federico II avvolta di luci blu e di suoni jazz, così suadenti, ipnotici, evocativi. Poi è la volta di “Ricordando il futuro” e “Insisto”, brani inediti di un repertorio originale fatto di partiture semplici, poche righe che si sviluppano poi nel segno dell’improvvisazione. «Andiamo avanti come ci viene, a volte neanche è scritta la fine di certi brani…», spiega Bollani nei suoi brevi intermezzi. Poi si concede un piccolo lusso, lui che nei suoi 30 album incisi in studio e 13 dal vivo non ha mai composto canzoni. Una ce n’è, “Arrivano gli alieni” e si diverte a suonarla e cantarla in una performance coinvolgente e bizzarra. Trascinante “666” e più leggera “Ho perduto il mio pappagallino”. «Vi spiego una curiosità – ha detto ancora al pubblico in merito ai singolari titoli dei suoi brani – Debussy non dava mai i titoli prima alle sue grandi opere, ma le faceva ascoltare ai suoi amici per farli scegliere a loro. E capitava che tra quegli amici, tutti grandi fumatori di oppio, vi fosse Stéphane Mallarmé che nell’estasi del fumo e della musica tirava fuori dei titoli maestosi. Io faccio lo stesso, ma tra i miei amici non ho Mallarmé quindi capite bene che i titoli quelli sono!».

Stefano Bollani al pianoforte (foto Stefano Binci)

Bollani e l’omaggio a Renato Carosone

La conclusione scivola su un altro brano originale, “Prima o poi io e te faremo l’amore” e su “Il barbone di Siviglia”, ultimo brano prima del bis che Bollani affida all’omaggio a Renato Carosone, personaggio da lui amatissimo tanto che gli scrisse una lettera da adolescente e gli spedì una cassettina con incisi alcuni brani dello stesso maestro cantati da un giovanissimo Bollani. «Carosone mi rispose e mi suggerì di studiare il blues – ricorda – Io girai per tutti i negozi di dischi cercando il genere. A distanza di anni, ho scritto due temi per la colonna sonora del film che la Rai per la regia di Lucio Pellegrini, gli ha dedicato e l’ho fatto con immenso piacere». Il concerto si chiude con due successi: “La strada verso casa” e “Dietro le spalle” che raccontano un po’ alcuni momenti della vita del grande cantautore napoletano.

Un exploit musicale per il trio Bollani-Guerra-Evangelista che raccoglie applausi ed emozione dal pubblico per un concerto unico, dove l’unica regola era divertirsi a improvvisare per vedere fin dove si può arrivare lasciandosi guidare dalle note perché alchimia, gioia e condivisione sono alla base dell’incontro artistico unico di questi tre straordinari musicisti. Il concerto è scorso nella più totale tranquillità, senza colpi di scena o eventi che potessero rischiare di mutare il clima di festa, anche grazie  a un ottimo servizio d’ordine curato dal Commissariato di Jesi e dai militari della Compagnia Carabinieri di Jesi che hanno presidiato tutta l’area dello spettacolo, assicurando ingressi e deflusso ordinati e affiancando il personale della Fondazione Pergolesi Spontini e dei Musei civici nella verifica dei Green pass e del rispetto delle norme anti-covid.

Platea gremita e gradinata allestite in piazza Federico II (Foto Stefano Binci)


Attesissimo il secondo concerto del festival Pergolesi Spontini, in programma, oggi, lunedì 23 agosto alle 21 con due musicisti di fama internazionale quali Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura. Il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, promettono un evento in cui saranno protagonisti di uno straordinario dialogo in musica nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei. Quello di Jesi insomma sarà un concerto di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell’universo musicale contemporaneo. Tuttavia la Fondazione Pergolesi Spontini annuncia che l’evento potrebbe subire uno slittamento a data da destinarsi per via dell’allerta meteo emanata dalla Protezione civile regionale proprio per la serata.  


Il Festival Pergolesi Spontini fino al 2 ottobre propone a Jesi e a Maiolati Spontini un cartellone multilinguistico e multisciplinare, pensato per incontrare pubblici e gusti differenti con concerti dal barocco al classico, dal jazz fino ai confini del pop, eventi per famiglie e bambini ma anche letteratura, food & wine, danza, musical, cinema, mostre d’arte, Social opera. In cartellone, anche prime assolute di musiche di compositori contemporanei e la prima esecuzione in epoca moderna di pagine inedite da Gaspare Spontini, in vista delle celebrazioni del 2024 per i 250 anni della nascita del grande compositore di Maiolati.

Stefano Bollani e Gabriele Evangelista

Al centro della nuova edizione è il tema “Tutti per Uno”, riflessione sulla condivisione, della solidarietà, dell’abbraccio, della vicinanza, della ricostruzione della comunità sotto il segno dell’arte e della cultura. Un tema che sarà al centro anche dei numerosi eventi collaterali al Festival, tra cui la mostra itinerante “Free hugs. L’abbraccio a fumetti” dal 3 settembre al 10 ottobre presso Palazzo Bisaccioni di Jesi, nato dalla collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Acca – Accademia di comics, creatività e arti visive di Jesi, PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli di Pordenone, Le Giornate degli Autori e Isola Edipo.

Stefano Bollani in una delle sue improvvisazioni (foto Stefano Binci)
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