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Cultura

Premio internazionale della fisarmonica, il maestro Antonio Spaccarotella alla direzione

Il Pif, che si terrà a Castelfidardo dal 28 settembre al 3 ottobre, scalda i motori. Conosciamo assieme la nuova direzione artistica, impegnata nel connettere musicisti e parte tecnica

Il direttore artistico del Pif Antonio Spaccarotella
Il direttore artistico del Pif Antonio Spaccarotella

CASTELFIDARDO – Il Pif, Premio internazionale della fisarmonica che si terrà a Castelfidardo dal 28 settembre al 3 ottobre, scalda i motori. Quest’anno c’è anche la nuova direzione artistica a connettere musicisti e parte tecnica. Giovane maestro calabrese, Antonio Spaccarotella vanta un curriculum e una carriera artistica decisamente di peso nel panorama musicale.

Titolare della cattedra di fisarmonica al conservatorio di musica di Catanzaro “P.I. Tchaikovsky”, direttore di produzione dell’Orchestra filarmonica della Calabria, tra le più apprezzate orchestre emergenti del panorama internazionale, ha tenuto concerti in oltre 40 Paesi e corsi di alta formazione nelle Università e nei Conservatori fra i più prestigiosi al mondo. Da tempo lavora alla valorizzazione e la ricerca dei nuovi linguaggi del repertorio fisarmonicistico allo scopo di promuovere e tornare a sensibilizzare i giovani all’ascolto della musica ed a cogliere le opportunità d’inserimento sociale e nel mondo del lavoro.

«Mi emoziono anche solo a guardare il palinsesto che siamo riusciti a organizzare – dice Spaccarotella -. Sarà un bellissimo festival. Ci sono state grandi difficoltà a organizzarlo per le implicazioni dovute alla sicurezza Covid ma ci siamo riusciti. Sono arrivate più di 160 iscrizioni di musicisti da tutto il mondo nonostante Cina e Russia siano “chiuse” ai viaggi, oltre ogni aspettativa da questo punto di vista. Sarà una bella edizione, densa di contenuti, e ringrazio il mio predecessore Renzo Ruggieri per avermi lasciato il testimone. Da tempo lavoro alla valorizzazione e la ricerca dei nuovi linguaggi del repertorio fisarmonicistico per promuovere e tornare a sensibilizzare i giovani all’ascolto della musica ed a cogliere le opportunità d’inserimento sociale e nel mondo del lavoro. Ho in mente di dare un’impronta innovativa al Premio che sia, allo stesso tempo, rispettosa della visione tradizionale: l’equilibrio tra le due anime della fisarmonica è indispensabile per il rilancio dello strumento nel contesto didattico, artistico e commerciale».

Ha presentato poi le serate del festival, raccontandone una per una.

«Lo straordinario cantautore napoletano Eugenio Bennato il 28 alle 21.30 al parco delle Rimbranze presenta “A sud di Mozart”, un viaggio musicale nella storia dell’umanità. Accompagnato dall’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal maestro Filippo Arlia, Bennato propone uno spettacolo costellato da canzoni inedite ispirate alla creazione: da “Fiat Lux” a “L’arca di Noè”, da “Kifaja” a “Ballata di una madre”, fino alla suite “A Sud Di Mozart”, scritta insieme a Carlo D’Angio. Il 29 in piazza della Repubblica alle 21.30 ci sarà Mestrinho, classe 1988, figlio (e nipote) d’arte, il brasiliano Mestrinho si prepara a trasformare la fisarmonica in uno strumento pop, senza perdere di vista i ritmi del Brasile e le influenze dei suoi maestri Dominguinhos, Gilberto Gil, Hermeto Pascoal».

L’inedito duo “Goldberg Rework” formato da Ksenija Sidorova e Pietro Roffi, due dei più riconosciuti fisarmonicisti di oggi, sarà capace di condurre il pubblico in un viaggio attraverso stili ed epoche diverse con il fil rouge della solida architettura bachiana il 29 alle 18 all’auditorium San Francesco. Mirco Patarini e Renzo Ruggieri con l’Orchestra Ofc (Orchestra residente Pif), diretta da Filippo Arlia animeranno il 30 dalle 21.30 il cinema teatro Astra. Vincitore del Trofeo mondiale della fisarmonica 1984, Mirco Patarini, direttore artistico delle Master Class di Alto Perfezionamento Musicale di Osimo, ha suonato sulle note vocali di Luciano Pavarotti e Nicola Piovani nei teatri più prestigiosi del mondo. Fisarmonicista, compositore e insegnante, Renzo Ruggieri si è specializzato con Ennio Morricone sulle musiche da film e vanta collaborazioni con artisti del calibro di Simone Cristicchi, Dolcenera, Fiorello, Tonino Guerra e Flavio Insinna, per un totale di oltre duemila concerti in tutto il mondo, dalla Russia alla Cina, dagli Usa al Sudamerica.

Zbigniew Chojnacki sarà in “Solo” il 30 alle 18.30 all’auditorium San Francesco. «Musicista di fisarmonica/elettronica dal vivo, ama improvvisare, ispirandosi spesso ad elementi non direttamente legati alla musica: una vecchia lavatrice, un filo d’erba, il rumore del motore, o anche una sedia nel mezzo di una scena – continua il direttore artistico -. Poi Duettango con Silvia Mezzanotte, con Filippo Arlia (pianoforte) e Cesare Chiacchiaretta (Bandoneon) è in programma l’1 alle 21.30 all’Astra. Duettango nasce dall’idea di unire due strumenti a prima vista per niente simili come il pianoforte e il bandoneon.

Il concerto del duo composto da Filippo Arlia, talentuoso pianista e direttore d’orchestra, e Cesare Chiacchiaretta, abile maestro nell’arte del difficilissimo strumento del bandoneon, vedrà la partecipazione di Silvia Mezzanotte, straordinaria interprete italiana che ha affiancato la carriera solista a quella di voce dei Matia Bazar. Nell’occasione Chiacchieretta suonerà il secondo bandoneon di Astor Piazzolla bambino.

Gran finale con un doppio concerto. A salire sul palco del parco delle Rimembranze il 2 alle 21.30, per primi, Antonello Salis e Simone Zanchini dopo dieci anni di nuovo insieme: un incontro al vertice tra due funamboli della fisarmonica e prestigiatori dell’improvvisazione, nonché protagonisti della scena jazz internazionale. Seguirà l’attesa esibizione di Stefano Bollani, il poliedrico pianista, incontenibile “macchina da musica”, accompagnato dalla fisarmonica di Salis, presenta uno spettacolo in cui tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma di sala a cui aggrapparsi per il succedersi dei brani: si può passare così da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta, in un flusso di coscienza musicale in cui il riso e l’emozione si mescolano».