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Pesaro, chiuso dal 2012: riapre il museo archeologico Oliveriano

Nuovo allestimento interamente completato e arricchito dei servizi al pubblico. Il vicesindaco e assessore alla Bellezza Daniele Vimini: «Grande traguardo»

Il museo Oliveriano in attesa di essere svelato

PESARO – Dopo 10 anni riapre il museo Oiliveriano. Era il 13 novembre 2012 quando fu chiuso per via di un’infiltrazione d’acqua tra via Giordani e via Zacconi. Da quel momento continui passaggi tra Soprintendenza, Comune, Provincia per trovare una soluzione. Il museo era stato riaperto nel maggio 2014 in maniera provvisoria, con le chiazze di umido alle pareti ancora visibili, poi chiuso definitivamente a inizio 2015 per iniziare i lavori di riqualificazione. Di anno in anno la data di riapertura si era spostata.

Martedì 13 dicembre il Museo Archeologico Oliveriano aprirà le sue porte al pubblico, dentro i termini della stagione autunnale come da promessa fatta lo scorso primo agosto in occasione della preview stampa. L’allestimento permanente potrà essere ammirato ora nella sua interezza grazie al completamento della sala di Novilara con l’isola centrale dove sono esposte le sepolture della Necropoli; completati anche i servizi ai visitatori: la sala dell’accoglienza, la biglietteria e i servizi igienici.  

La data scelta per l’inaugurazione non è casuale visto che coincide con la presenza a Pesaro dei rappresentati delle 10 città finaliste a Capitale Italiana della Cultura 2024 qui riunite per partecipare alla Masterclass finale del progetto ‘Cantiere Città promosso dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività: si tratta del percorso di capacity building volto alla valorizzazione dei progetti culturali presentati per concorrere al titolo 2024. Il nuovo Museo Archeologico Oliveriano – uno dei luoghi della cultura più significativi del territorio ma anche tra i musei più antichi delle Marche – farà dunque da biglietto da visita per Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024. 

Collocato al piano terreno di Palazzo Almerici, edificio nobiliare del XVII secolo nel cuore del centro storico, e gestito dalla Fondazione Ente Olivieri, il Museo Oliveriano documenta mille anni di storia e nasce dal lascito testamentario di Annibale degli Abbati Oliveri (1708-1789) geniale erudito settecentesco che dona il suo ingente patrimonio bibliotecario e archeologico a Pesaro e ai suoi concittadini. Nel lascito di Olivieri confluisce anche una notevole quantità di reperti donatagli, alcuni anni prima, dall’amico Giovan Battista Passeri (1684-1780), intellettuale eclettico che segnò il settecento pesarese.  

Per Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro «è una grande gioia essere arrivati a questo traguardo dopo anni di lavori e di difficoltà ma anche di grande studio e impegno. Siamo felici di condividere questo momento non solo con la città e con tutti quelli che ci hanno lavorato ma soprattutto anche con le città finaliste di Capitale Italiana della Cultura tra cui – importantissime sul piano archeologico – Paestum e Siracusa».

Continua Fabrizio Battistelli presidente dell’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani: «Il Museo di antichità romane e picene che la città aspettava da anni è finalmente qui. Risolti i problemi di umidità e di clima, il Museo Oliveriano appare in un nuovo allestimento, funzionale ed esteticamente ammirevole. I reperti che sono da sempre il suo patrimonio prezioso oggi sono arricchiti dai nuovi ritrovamenti di Novilara. Uno spazio bello e accogliente, dove i cittadini e in particolare i giovani si troveranno a casa loro». 

Curato e finanziato dal Comune di Pesaro e dal Ministero della Cultura/Segretariato Regionale delle Marche, il nuovo assetto permanente del museo dà forma al progetto scientifico proposto ed elaborato da Chiara Delpino (archeologa del Ministero della Cultura). Il progetto museografico è firmato da STARTT (studio di architettura e trasformazioni territoriali) fondato da Simone Capra, Claudio Castaldo e Dario Scaravelli. L’Ufficio Cultura del Governo Svizzero ha sostenuto il progetto di restauro dei corredi della Necropoli di Novilara, elaborato dai funzionari della Soprintendenza delle Marche Fabio Milazzo e Chiara Delpino. I restauri sono a cura di: Mirco Zaccaria, Renaud Bernadette, Federica Russo, Giorgia Gili, Cristiana Giabbani, Laura Petrucci. Un ringraziamento speciale per l’impegno profuso, alle imprese esecutrici: Mancinelli Allestimenti/Pesaro per la realizzazione dell’allestimento, Dago/Pesaro e Fano per gli impianti, Montenovi/Roma per la movimentazione delle opere d’arte, Gambini Restauri/Pesaro per le opere edili. La grafica dell’allestimento è di Giorgio Donini, Silvia Borghetto, Katia Fornaroli, Emanuele Mandolini, Michele Marchionni. 

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