Centro Pagina - cronaca e attualità

Cultura

Palazzo Bisaccioni apre le porte a Giuseppe Chiari: una mostra tra suono, parola, azione

All'artista, compositore e musicista, figura cardine dell'arte italiana del secondo novecento, verrà dedicata un'esposizione a Jesi: l'inaugurazione è prevista per il 27 giugno

Omaggio a Richard Wagner, Giuseppe Chiari. Crediti: fidesarte.it

JESI- Musicista, compositore, artista concettuale, Giuseppe Chiari è stata una delle figure cardine dell’arte italiana del secolo scorso. Ad accogliere una sua persona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con la collezione privata di Roberto Casamonti di Firenze.

Giuseppe Chiari. Suono, Parola, Azione: questo il titolo della mostra, a cura di Stefano Verri, che racconta il percorso dell’artista, musicista, compositore fiorentino. L’intenzione è di rappresentare, con oltre trenta opere visive e una selezione di video, il percorso di ricerca che Chiari fece tra gli anni ’70 e ’80.

«Chiari è un artista straordinario, uno degli assoluti protagonisti dell’arte concettuale italiana – afferma il curatore Stefano Verri –. Un musicista, un compositore, un intellettuale che, rompendo con intelligenza ed ironia ogni schema, attraverso l’arte, ha testimoniato il proprio profondo impegno civile. Questa mostra, intende creare un percorso fatto di suggestioni attraverso alcune delle differenti linee di ricerca che hanno caratterizzato il suo lungo e meraviglioso lavoro».

Locandina dell’evento

Vicino all’ambiente Fluxus, Chiari utilizza la musica – o meglio la sua personale riflessione sulla musica – come linguaggio privilegiato per segnare quella rottura con le arti tradizionali che questo movimento di neo-avanguardia andava proponendo a partire dai primi anni Sessanta. Una riflessione che lo porterà a ripensare la musica a metterne in discussione i canoni fondamentali per approdare a nuove intuizioni teoriche che tendono verso la totalità e l’universalità del fare artistico.

Il tessuto espositivo si apre idealmente con i pentagrammi – lo strumento canonicamente indispensabile alla scrittura e all’esecuzione musicale – che Chiari trasla concettualmente in una dimensione visiva trasformandoli con colori segni e cancellature, che se da una parte sembrano rinnegare l’istituzionalità delle “regola”, dall’altra accentuano questo senso di totalità in una sottile commistione di linguaggi, snodandosi attraverso una serie di disegni, opere grafiche e fotografiche che ci introdurranno alla dimensione performativa e alla produzione musicale di Giuseppe Chiari testimoniata a sua volta da una selezione di video.

L’evento espositivo ospiterà poi due interventi di Gianni Melotti, fotografo e artista attento alla scena artistica sperimentale internazionale degli anni Sessanta e Ottanta, legato a Giuseppe Chiari da un rapporto di amicizia e di collaborazione.

Mauro Tarantino, segretario generale Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, conclude: «Dopo le mostre dedicate alla Nuova Scuola Romana, all’Arte Povera ed all’Arte Concettuale e da ultimo, in ordine di tempo, La Ferita tra umano e divino che ha coinvolto opere di Fontana, Burri e Maria Lai, questa mostra dedicata a Giuseppe Chiari, che inaugura la programmazione 2020, conferma Palazzo Bisaccioni come uno spazio attento non solo alla storia, con la propria splendida collezione, ma anche ai grandi maestri della contemporaneità».