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Cultura

Osimo, inaugurata l’opera di Moneyless al tiramisù

Quello che è sempre stato luogo di attesa e di passaggio si trasforma in un luogo di incontro e scambio, grazie all’intervento pittorico di Moneyless, uno degli esponenti più rappresentativi della corrente astratta dell’arte urbana a livello internazionale

L'opera di Moneyless
L'opera di Moneyless

OSIMO – Continua il sodalizio artistico tra PopUp! Festival e la città di Osimo che si arricchisce di una nuova e monumentale opera d’arte permanente di oltre 300 metri quadrati realizzata sulle pareti della funicolare tiramisù che conduce al centro storico, inaugurata nel tardo pomeriggio di ieri, 14 maggio. Quello che è sempre stato luogo di attesa e di passaggio si trasforma in un luogo di incontro e scambio, grazie all’intervento pittorico di Moneyless, uno degli esponenti più rappresentativi della corrente astratta dell’arte urbana a livello internazionale. «Il nome Moneyless è strettamente legato al mio modo di fare – racconta l’artista Teo Pirisi – lontano dal consumo incessante del mondo contemporaneo, la semplicità e l’es-senza sono i valori che inseguo. La società è ridondante d’immagini e suoni, un gran caos che finisce per non comunicare niente. La povertà nell’essenzialità di una forma è per me una vera ricchezza, rappresenta il silenzio che fa riaffiorare il pensiero».

L’opera

L’opera di Moneyless nasce da questa posizione concettuale, è espressione creativa del rapporto fondamentale tra naturalità e artificialità. L’artista affronta la questione della spazialità in termini di forma-colore e in senso dinamico, disegnando con un grande compasso cerchi concentrici e spirali sovrapposte. La sua è un’opera che si concentra sulla purezza della forma e lo studio della geometria come motivo di riflessione sull’origine della natura e sul rapporto tra questa e l’uomo. Accogliendo la composizione e la stratificazione delle forme e dei colori in opere diffuse, l’artista mira ad oltrepassare i confini tradizionali della pittura e della scultura. Il rigore lieve delle sue linee, delle sue rotazioni, dei suoi movimenti viene sporcato dall’atto del dipingere che rimane visibile come traccia evidente nell’opera che rinnova la grande tradizione dell’astrazione gestuale. Proprio il cerchio, elemento geo-metrico prediletto da Moneyless, da sempre simbolo della ciclicità del tempo nonché del rapporto tra l’uomo e il cosmo, scandisce in maniera dinamica, mistica e ipnotica le superfici del tiramisù. L’opera è realizzata con la direzione artistica di PopUp Studio, il sostegno del Comune di Osimo e della Regione Marche, la collaborazione di Osimo Servizi, il supporto di Astea energia e Caparol. Alla presenza dell’artista Moneyless, del sindaco e dell’Amministrazione comunale è stato possibile ammirare questa nuova galleria d’arte cittadina, con la performance di Eolo Taffi al contrabbassso, la proiezione video del filmmaker Mattia Fiumani, l’aperitivo offerto dalla Cantina Strologo e dal Salumificio del Conero.

Le altre collaborazioni

Sono diverse e sorprendenti le opere d’arte urbana che i visitatori possono scoprire nel territorio di Osimo, realizzate tra il 2019 e il 2022 da artisti internazionali. Moneyless, Giorgio Bartocci, Allegra Corbo, Twoone, hanno realizzato le loro opere murali site-spe-cific e permanenti, mentre il collettivo Broken Fingaz insieme ad altri trenta artisti italiani contemporanei sono stati coinvolti in installazioni temporanee. Opere capaci di trasformare radicalmente le facciate di interi edifici e alcuni spazi urbani altrimenti trascurati: dalle facciate di un capannone industriale agli interni di una casa di riposo, dal mercato pubblico alla funicolare, dal cantiere dell’ex cinema cittadino agli spazi di affissione delle vie del centro storico. «PopUp! Festival porta l’arte contemporanea nello spazio urbano – spiega l’architetto Monica Caputo di PopUp Studio – gli artisti invitano a cambiare la nostra percezione della città grazie alle loro installazioni che stimolano al dibattito e alla ricerca, riscrivendo gli spazi del vissuto quotidiano, creando un dialogo con la comunità, incrementando la partecipazione e la coesione sociale».