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Occhi nuovi sulla disabilità grazie alla storia di Sirio e al libro di Valentina: l’incontro a Senigallia

“Ognuno ride a modo suo” è il volume che racconta di un bambino tetraspastico sopravvissuto a una “morte in culla” e che può regalare una nuova visione sulle fragilità. L'iniziativa si terrà a palazzetto Baviera

Palazzetto Baviera a Senigallia. Foto: Comune di Senigallia
Palazzetto Baviera a Senigallia. Foto: Comune di Senigallia

SENIGALLIA – Fragile a chi? Questo è il titolo dell’incontro che si terrà domani, sabato 22 ottobre, alle ore 18 a palazzetto Baviera, per una discussione sui temi della fragilità e della disabilità. L’iniziativa si colorerà anche con la presentazione del libro di Valentina Perniciaro “Ognuno ride a modo suo”.

«Subito dopo aver incontrato l’esperienza di Sirio e i Tetrabondi, abbiamo pensato che sarebbe stato bello farla conoscere ai nostri concittadini – spiegano Elena e Francesco, gli organizzatori dell’evento: abbiamo avuto quella sensazione che si prova quando fai una bella esperienza (di viaggio, culinaria, di divertimento) e non vedi l’ora di farla conoscere agli altri; qualcosa che ha poco a che vedere con il cervello ma molto con la pancia e il cuore. “Ognuno ride a modo suo” è il libro che racconta la storia di Sirio, bambino tetraspastico sopravvissuto per fortuna (anche nostra!) a una “morte in culla” e che, contro tutti i pronostici, cammina, gioca e va a scuola e pur con tutte le difficoltà della sua condizione ricerca quello che vogliamo tutti: autonomia e felicità».

Quella di Sirio è una storia che merita di essere conosciuta e che coinvolge tutti perché il suo percorso è analogo a quello che sperimenta ciascuno: la forza, l’ostinazione ma anche la gioia e l’irriverenza di Sirio sono gli ingredienti essenziali per motivare tutti, non solo i disabili. «Ci piacerebbe far conoscere alla città di Senigallia questa storia per poter poi “leggere e interpretare” in maniera nuova e diversa la disabilità. Vorremmo cominciare a diffondere una cultura nuova su questo tema: lontano dal pietismo o dalla facile, e a volte insopportabile, commiserazione, abbiamo la possibilità di fare un salto culturale e riconoscere l’opportunità per i disabili di avere un orizzonte su cui costruire e proiettare la propria individualità, immaginare e poi costruire un proprio progetto di vita, cullare dei sogni, coltivare delle aspettative. Vogliamo imparare ad abbattere le barriere che impediscono la visione di questo orizzonte: barriere che sono culturali oltre che, purtroppo ancora, fisiche.Vogliamo poter guardare i disabili con occhi diversi, andare oltre ai gesti seppur apprezzabili di sostegno per arrivare alla consapevolezza e al riconoscimento di una effettiva e concreta “diversa abilità”».

Valentina, la mamma di Sirio, attraverso gli episodi della propria esperienza racconta molto bene la fatica e gli ostacoli di questo percorso. La presentazione del libro sarà l’occasione per conoscerlo ma anche per provare a costruire una nuova consapevolezza e intraprendere un percorso, davvero inclusivo, per la disabilità. E sarebbe bello se tutto questo potesse accadere con il coinvolgimento di chi si occupa per professione o esperienza di vita di disabilità ma anche, e forse soprattutto, con tutti quei cittadini che hanno voglia di abbracciare e guardare con occhi e cuore diversi la disabilità.

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