Storie al femminile al Lido

Gli intrighi a palazzo reale di The Favourite e la Roma "messicana" di Cuaron, sono le punte di diamante di questa seconda giornata del Festival

Emma Stone in conferenza stampa
Emma Stone in conferenza stampa

LIDO DI VENEZIA- Quasi a contrastare le polemiche dei giorni scorsi secondo cui Venezia 75 ha prediletto opere di registi uomini, lasciando le “quote rosa” in minoranza, oggi il Lido vede protagoniste un gran numero di donne attrici nei film di questa seconda giornata di mostra. Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman presentano con il regista greco Yorgos Lanthimos, The Favourite, opera in costume, ambientato nell’Inghilterra del ‘700. La regina Anna, alias Olivia Colman che indosserà la corona anche nella serie The Crown, accoglie a palazzo “la favorita” Emma Stone, non proprio un modello di virtù piuttosto una sopravvissuta a cui si contrappone un’altra cortigiana Lady Churchill interpretata da Rachel Weisz. Tre donne coinvolte in un intrigo a palazzo ricco di colpi di scena. Una lotta di potere interna che fa eco alla guerra combattuta tra il Paese e la Francia.

Emma Stone e Olivia Colman in conferenza scherzano come due vecchie amiche, mostrando una grande sinergia che ritroviamo anche nel film. Il regista Lanthimos dichiara come il suo intento sia quello di mostrare come le dinamiche della società, tecnologia a parte, non cambino con il mutare del tempo.

Anche il film di Alfonso Cuarón dal titolo Roma è tutto al femminile. Prodotto da Netflix, l’opera del regista messicano, racconta in bianco e nero e in digitale la storia di Cleo, una domestica al servizio di una famiglia benestante di Città del Messico. Il titolo potrebbe trarre in inganno: Roma è un quartiere della metropoli messicana, teatro di due vicende femminili drammatiche che si intrecciano. Yalitza Aparicio (Cleo, la domestica) e Marina de Tavira (la padrona di casa) sono due donne di classi sociali differenti con un destino comune. Entrambi sono state abbandonate dai loro compagni, lasciate sole a crescere i loro figli, in un clima sociale di violenze (il Massacro del Corpus Christi del 1971). Il regista di Gravity afferma di essere stato fortunato ad aver trovato queste sue splendide interpreti per raccontare una storia intensa di drammi e lacerazioni ma anche di sorellanza.

Last but not least da segnalare il film fuori concorso dell’argentino Duprat Mi Obra maestra, una tragicommedia dai toni pungenti che esplora il mondo dell’arte e un’amicizia di lunga data, sullo sfondo di Buenos Aires, città di passioni e contraddizioni. Il gallerista Arturo interpretato da Guillermo Francella e il pittore nichilista Renzo che ha il volto di Luis Brandoni sono protagonisti di una bromance che conferma la capacità del regista di scandagliare l’animo umano con ironia come aveva già fatto ne El Ciudadano Ilustre, accolto favorevolmente a Venezia nel 2016.

Tutto il Lido è già in fibrillazione per Lady Gaga e Bradley Cooper che sbarcheranno domani per presentare il loro A star is born. Parafrasando il titolo di una nota canzone della popstar: noi tutti qui a Venezia 75 abbiamo “a million reasons” per non perderci questo film.