Venezia 75, buona la prima

Dal "primo uomo" di Damien Chazelle alla pagina di cronaca nera di Cremonini con il film su Stefano Cucchi. Dal Leone d'Oro alla carriera, la "dame inglese" Vanessa Redgrave alle promesse di una giuria variegata nel nome della pluralità del cinema

Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa
LIDO DI VENEZIA- Grande apertura della Mostra del Cinema di Venezia, la più longeva e (forse) la più prestigiosa che quest’anno celebra il suo 75esimo anniversario.
Ad aprire la kermesse il film “First Man” di Damien Chazelle, di ritorno al Lido dopo il trionfo di La La Land premiato all’Academy. Ancora una volta il regista sceglie come suo attore feticcio Ryan Gosling, il quale abbandonate le reveries danzanti di La La Land, veste i panni di un eroe realmente esistito, Neil Armstrong, il primo uomo a essere atterrato sulla Luna. Affiancato da Claire Foy, regina indiscussa della serie The Crown, Gosling ci guiderà letteralmente in una esperienza immersiva in cui vivremo una delle imprese più straordinarie che la Storia ricordi. In conferenza stampa, Gosling sottolinea come abbia cercato di portare alla luce non solo l’aspetto eroico di Armstrong ma anche quello umano. Un uomo che parte per un viaggio oltre ogni limite, lasciando alle spalle una famiglia che lo aspetta. Chazelle parla sopratutto dell’aspetto emozionale presente nei suoi film, il suo modo di relazionarsi a livello personale, introspettivo con le storie che racconta.
Accoglienza calorosa per l’opera di Alessandro Cremonini sul caso Cucchi, presentato nella sezione Orizzonti e in uscita in 190 sale italiane e sulla piattaforma Netflix. Protagonista Alessandro Borghi in stato di grazia. «Un film non è un’aula di tribunale» – ci tiene a puntualizzare il regista. «Il mio unico obiettivo era quello di raccontare una storia». Cremonini racconta una pagina ancora di grande attualità con delicatezza ed onestà.
«Anche il dolore ha un suo incanto» – sintetizza con questa frase il senso dell’opera, l’attrice Milvia Mirigliano, anch’essa nel cast con Max Tortora.
Vanessa Redgrave ci onora della sua presenza al Lido per ritirare il Leone d’Oro alla Carriera. Attrice britannica, figlia d’arte, ha interpretato opere memorabili, tra cui “Casa Howard”, “Maria Stuarda Regina di Scozia” e “Giulia”, film quest’ultimo per cui si è aggiudicata l’Oscar come non protagonista. In conferenza spazia dalla politica ai problemi ecologici, mostrando il suo spirito d’opposizione che l’ha vista in prima linea in numerose battaglie per la salvaguardia del pianeta e la tutela dei diritti dei disagiati. «I governi ignorano le dinamiche del mondo reale» – sentenzia la Redgrave con senso critico e un aplomb tutto britannico.
La giuria di Venezia 75 che vede come Presidente, Guillermo del Toro, premiato l’anno scorso al Lido e all’ultima edizione degli Oscar con il suo La forma dell’acqua, si dichiara pronta ad accettare la sfida che è poi quella stessa del cinema “di dare spazio alla pluralità delle voci e delle culture”.
Un cinema che sia in grado di raccontare una storia, qualunque essa sia, instaurando un rapporto personale, emozionale con lo spettatore, segnando la sua vita anche oltre il tempo e lo spazio della proiezione.